Società

Multe e giustizia

Pubblicato da Redazione il 3 Aprile 2003
Rubrica:

In Lettera aperta a due vigili urbani, l'autore conclude dicendo che «Quanto [nella lettera] esposto è solo un esempio. [...] Tuttavia la cosa più preoccupante è che un tale modo di amministrare la giustizia è all'ordine del giorno. Ma è proprio questa la giustizia che vogliamo?».

Di seguito pubblichiamo alcuni articoli apparsi in data odierna sul quotidiano Il Giorno, riguardanti un altro caso di mala-amministrazione della giustizia. I bravi hanno colpito ancora...

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Aspettando la guerra...

Pubblicato da Redazione il 10 Marzo 2003
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Aspettando la guerra che, si dice, è imminente nonché inevitabile, potremmo ingannare il tempo che ci separa dal grande evento con alcune riflessioni. I due articoli che seguono, di Massimo Fini, forniscono alcuni spunti interessanti.

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TV e violenza: legame confermato

Pubblicato da Redazione il 22 Febbraio 2003
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Più di un’ora davanti alla televisione, e un individuo – indipendentemente dal sesso – diventa violento. Ma se si tratta di un adolescente, e maschio, il problema è ancora più grave. A suggerirlo è uno studio compiuto alla Columbia University di New York, e coordinato dal Jeffrey Johnson: «L’elemento discriminante è proprio la soglia dell’ora quotidiana davanti alla tivù. I danni psicologici sono evidenti, tanto che noi raccomandiamo vivamente ai genitori di non lasciare i figli davanti al televisore per più di un’ora al giorno», spiega Johnson. «Il perché è semplice: il 60 per cento dei programmi contiene scene di violenza, e nel corso di un’ora di programmazione, anche presa a caso, si assiste da tre a cinque atti di violenza».

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Lettera aperta a due vigili urbani

Pubblicato da Redazione il 15 Febbraio 2003
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Carissimi Emilio e Barbara, ci siamo conosciuti il 15 gennaio 2003 alle ore 11,50, allorquando a seguito di un controllo risultò che la mia autovettura non era mai stata soggetta a revisione, e che da un anno esatto (gennaio 2002) stavo andando "impunemente" in giro con l'auto non revisionata. Ah, quale onta, che razza di criminale! Ma mi avevate beccato! Questa volta non l'avrei passata liscia, questa volta il bene e la giustizia avrebbero trionfato sul male!

I paradossi teologici e giuridici della giusta guerra

Pubblicato da Redazione il 9 Ottobre 2002
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Credevamo che la religione cattolica fosse portatrice di un messaggio di amore, di fratellanza fra gli uomini, di pace e di condanna per la guerra. Pensavamo che "porgere l'altra guancia" significasse non cedere alla violenza e all'odio. Oggi, leggendo i quotidiani, ci siamo accorti di essere in errore. Infatti don Gianni Baget-Bozzo, il "don" molto vicino a Berlusconi, alla domanda della giornalista Flavia Baldi «Ma i cattolici, oggi, non sono perlopiù pacifisti?», risponde che «Se sono per definizione pacifisti non sono cattolici. Perché la dottrina della Chiesa cristiana ammette la giusta guerra. La Chiesa ha praticato la giusta guerra».

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Ritorno al passato

Pubblicato da Redazione il 19 Settembre 2002
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Non è il titolo di un nuovo film, bensì quello che certa parte della politica italiana è intenzionata ad attuare da un lato, e quello che il Vaticano continua a perpetuare dall'altro lato. Sono di oggi 19 settembre 2002, infatti, due notizie quanto mai anacronistiche:

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C'era una volta la libertà

Pubblicato da Redazione il 25 Luglio 2002
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C'era una volta la libertà..., potrebbe essere il titolo di una favola. Sì, perché quando si parla di libertà si parla di una bella favola. Da piccoli si crede fermamente che la propria vita sarà costellata da principi e principesse, castelli d'orati, giustizia, libertà: tutte belle favole che finiscono con il fatidico «... e vissero felici e contenti...». Ma poi, crescendo, la fede nelle favole se ne va', almeno per buona parte di noi, lasciando il posto a una realtà assai meno idilliaca. Una delle favole più utilizzate dalla "propaganda" è quella della libertà: «Vota per Pinco Pallino e lui lavorerà per la libertà di tutti!». Favole, appunto.

L'umana violenza divina

Pubblicato da Redazione il 26 Febbraio 2002
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Abbiamo assistito sgomenti ed impotenti alla strage in diretta compiuta a New York e Washington da alcuni esecrabili fanatici. È difficile in questo momento trovare delle parole, dei concetti sensati che non alimentino ulteriormente l'ondata di terrore e di fanatismo che ha attraversato in un baleno la nostra vita. Per cui ci affidiamo ad alcuni illuminati ed illuminanti passi tratti dalla definizione di «Fanatismo», dal «Dizionario Filosofico di Voltaire»: «A questa malattia epidemica non c'è altro rimedio che lo spirito filosofico, il quale, man mano diffondendosi, addolcirà finalmente i costumi degli uomini, prevenendo gli accessi del male: perché, non appena questo male fa dei progressi, bisogna correr via, e aspettare che l'aria si sia purificata. Le leggi e la religione non bastano contro questa peste degli animi; la religione, invece di essere per loro un alimento salutare, si tramuta in veleno nei cervelli infetti. [...] essi attingono il loro furore nella stessa religione che lo condanna.

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LEGGI: cosa sono e a cosa servono (o a cosa dovrebbero servire…)

Pubblicato da Redazione il 10 Febbraio 2002
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Secondo il dizionario della lingua italiana la legge è «Ogni norma o complesso di norme che regolano la condotta individuale o sociale degli uomini». Una definizione migliore dovrebbe includere il concetto «affinché essi vivano in libertà e nel rispetto delle libertà altrui».

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