Cultura

La mia mano destra

Pubblicato da Redazione il 10 Dicembre 2011
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La mia mano destra - copertina

Nel 1958 una casa farmaceutica tedesca lanciò sul mercato un farmaco.

A causa di scarsi test di laboratorio questo farmaco, basato sulla Talidomide, causava malformazioni nei neonati le cui madri lo avevano assunto in gravidanza.

L'autore è uno di quelle migliaia di bimbi nati tra il 1958 e il 1965, anno in cui il prodotto venne ritirato dal commercio.

Il libro narra della storia di vita in relazione alla sua mano destra che è focomelica.

Il racconto, leggero e ironico porta il lettore a capire cosa significhi, realmente, e come vive una persona affetta, dalla nascita, da sindrome da Talidomide.

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Caverna e cavernicoli del gossip

Pubblicato da Redazione il 12 Aprile 2010
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Negli ultimi giorni, navigando sul web, mi sono imbattuto casualmente in alcune pagine, diverse tra loro ma collegate, che mi hanno fatto pensare parecchio. Il filo conduttore che legava queste pagine era Scientology, la filosofia religiosa sviluppata dall'americano Hubbard, ma il pensiero che ne è scaturito riguarda la menzogna insita nell'ignoranza contrapposta alla verità insita nella conoscenza, nella Cultura (con la C maiuscola).

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La rivolta dei figli dello Stato

Pubblicato da Tarlo il 23 Gennaio 2008
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«Le ciliegie rosse erano i segni che i sorveglianti lasciavano sui bambini quando li percuotevano con i pomelli degli appendiabiti in legno (...) Come sempre, anche questa volta tutto seguì un rituale preciso. I bambini si allinearono ai piedi dei loro letti, si tirarono su la camicia da notte e si abbassarono le mutandine, ma quella volta Howie se la fece addosso. L'infermiera, ordinò allora a quattro bambini di seguirla, prese una grande zuppiera di metallo e ordinò loro di urinarci dentro. A quel punto, gettò sul volto di Howie il tiepido contenuto della zuppiera. L'urlo del bambino risuonò attraverso le mattonelle del bagno rimbalzando per le pareti della camerata.»

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Se questa è arte

Pubblicato da Redazione il 26 Ottobre 2007
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Le proteste al limite dell'insulto ricevute dall'amico Fabrizio perché ha osato criticare - in un blog di discussione su Internet, intitolando le sue osservazioni "Ma questa è arte?" - le discutibili opere esposte in una recente mostra della Triennale Bovisa, mi inducono alle seguenti riflessioni [1].

Lo Spirituale nell'Arte

Pubblicato da Redazione il 1 Febbraio 2002
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Wassily Kandinsky, Il cavaliere azzurro

[…]La vita spirituale è rappresentata schematicamente in modo corretto da un grande triangolo acuto diviso in sezioni orizzontali disuguali, con la più piccola e più aguzza rivolta verso l’alto. Quanto più si scende verso il basso, tanto più grandi, larghe, ampie e alte diventano le sezioni del triangolo. L’intero triangolo si muove lentamente, in modo appena percettibile, in avanti e verso l’alto e dove “oggi” si trova il vertice estremo, “domani”[1] sarà la prossima sezione; in altri termini, ciò che oggi riesce comprensibile solo al vertice, ciò che per le parti restanti del triangolo è un vaniloquio incomprensibile, sarà domani il contenuto, ricco di significato e di sensibilità, della vita della seconda sezione.

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