Pensieri e...

La società dell'immagine

Pubblicato da Tarlo il 22 Gennaio 2006
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Siamo arrivati al punto che non conta più saper recitare, ballare o cantare, basta partecipare ad un reality e si diventa Vip. Siamo arrivati al punto che non contano più i sacrifici per far quadrare i bilanci familiari, i figli devono vestire firmato e poco importa se l'anno seguente bisogna cambiargli il guardaroba perché crescono.

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Povero Silvio

Pubblicato da Redazione il 22 Dicembre 2005
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Silvio Berlusconi fa saluto romano

Cribbio - come direbbe "lui" - mi consenta, questa è una fandonia, è una provocazione, è una mistificazione della verità veicolata con i consueti metodi della sinistra comunista: la propaganda ingannatrice. Ma a che giuoco giuochiamo? Esatto! Spiegacelo Silvio, che "giuoco" stai facendo? Sei diventato anche tu un agitatore comunista che usa l'inganno e la mistificazione per fare proseliti o per attaccare i propri nemici? Cosa ti salta in mente di dire che «Il fascismo in Italia non è mai stato una dottrina criminale. Ci furono le leggi razziali, orribili, ma perché si voleva vincere la guerra con Hitler. Il fascismo in Italia ha quella macchia, ma null'altro di paragonabile con il nazismo e il comunismo. Era una dittatura, però nata e finita con se stessa» (Corriere della Sera 21-12-2005).

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Il potere di persuasione della propaganda

Pubblicato da Redazione il 21 Maggio 2003
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Fidel Castro

Chi va in giro a disegnare svastiche sui muri o scritte inneggianti allo disgraziato regime fascista viene considerato, nel migliore dei casi, un mentecatto manipolato da altrui volontà. Oppure viene considerato, probabilmente a ragione (come nel caso precedente del resto), un individuo violento e socialmente pericoloso. Se alcuni di questi individui "nostalgici" dovessero riunirsi e dare vita ad un gruppo di "Fedeli di Benito" potrebbero anche avere dei guai giudiziari per ricostituzione del disciolto partito fascista.

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Lettera aperta a due vigili urbani

Pubblicato da Redazione il 15 Febbraio 2003
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Carissimi Emilio e Barbara, ci siamo conosciuti il 15 gennaio 2003 alle ore 11,50, allorquando a seguito di un controllo risultò che la mia autovettura non era mai stata soggetta a revisione, e che da un anno esatto (gennaio 2002) stavo andando "impunemente" in giro con l'auto non revisionata. Ah, quale onta, che razza di criminale! Ma mi avevate beccato! Questa volta non l'avrei passata liscia, questa volta il bene e la giustizia avrebbero trionfato sul male!

Ritorno al passato

Pubblicato da Redazione il 19 Settembre 2002
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Non è il titolo di un nuovo film, bensì quello che certa parte della politica italiana è intenzionata ad attuare da un lato, e quello che il Vaticano continua a perpetuare dall'altro lato. Sono di oggi 19 settembre 2002, infatti, due notizie quanto mai anacronistiche:

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L'umana violenza divina

Pubblicato da Redazione il 26 Febbraio 2002
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Abbiamo assistito sgomenti ed impotenti alla strage in diretta compiuta a New York e Washington da alcuni esecrabili fanatici. È difficile in questo momento trovare delle parole, dei concetti sensati che non alimentino ulteriormente l'ondata di terrore e di fanatismo che ha attraversato in un baleno la nostra vita. Per cui ci affidiamo ad alcuni illuminati ed illuminanti passi tratti dalla definizione di «Fanatismo», dal «Dizionario Filosofico di Voltaire»: «A questa malattia epidemica non c'è altro rimedio che lo spirito filosofico, il quale, man mano diffondendosi, addolcirà finalmente i costumi degli uomini, prevenendo gli accessi del male: perché, non appena questo male fa dei progressi, bisogna correr via, e aspettare che l'aria si sia purificata. Le leggi e la religione non bastano contro questa peste degli animi; la religione, invece di essere per loro un alimento salutare, si tramuta in veleno nei cervelli infetti. [...] essi attingono il loro furore nella stessa religione che lo condanna.

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Globalizzazione e istituzioni pubbliche

Pubblicato da Redazione il 19 Febbraio 2002
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In un articolo di Alessandro Baricco "Parole per dire mondo", apparso su La Repubblica, il 20 Ottobre 2001, l'autore si poneva le seguenti domande: perché 10 lettori che comprano libri per posta non sono niente rispetto a 1 lettore che compra un libro on-line? Perché le abitudini della maggior parte della gente non creano una tendenza, mentre il gesto innovativo di una sparuta minoranza consolida un atteggiamento mentale stereotipato e conforme ad un modello di vita orientato al pensiero unico?

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