Eureka: infibulazione illegale anche in Italia

Pubblicato da Redazione il 7 Febbraio 2005
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Ripubblichiamo un articolo originariamente pubblicato su NSOE nel febbraio 2003, poiché la notizia è una di quelle che meritano di essere conosciute e ricordate.

EUREKA, anzi due volte EUREKA,
due buone notizie in un colpo solo!

La prima riguarda l'orrenda pratica delle mutilazioni genitali femminili, finalmente dichiarata illegale anche in Italia. Il nostro paese si aggiunge così a Gran Bretagna, Svezia e Norvegia, in Europa, e a Senegal, Egitto, Burkina Faso, Guinea, Ghana, Kenya, Niger, Nigeria e Togo, in Africa, unici paesi al mondo ad avere legiferato contro tale pratica che, sebbene sia diffusa solo nei paesi di cultura islamica, nulla ha a che fare con l'Islam, non essendo contemplata nel Corano, il testo sacro della religione islamica. Si tratta quindi di un'usanza tribale derivante da ignoranza e superstizione.

Sarà reato anche in Italia praticare l'infibulazione e le altre forme di mutilazione genitale femminile, come in altri paesi europei. Il disegno di legge, presentato dal senatore Giuseppe Consolo (An), è stato approvato dalla Commissione Giustizia del Senato che ha votato anche per il passaggio all'esame in sede deliberante, accelerando i tempi per l'approvazione definitiva. [...] «È un passo importante -dichiara il ministro per le Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo - che ha visto la convergenza di tutti i gruppi e che rappresenta un segnale chiaro e preciso. Le mutilazioni genitali sono una grave violazione dei diritti umani, appaiono inaccettabili e meritano una sanzione nel nostro ordinamento.» (La Stampa del 13 febbraio 2003)

Pene dai 6 ai 12 anni di carcere per chi pratica l'infibulazione, aumentate fino a un terzo se la vittima è una bambina o comunque una minore. Punizioni in tutti i casi di «violenza sulla persona diretta agli organi genitali e consistente in mutilazioni e lesioni effettuate in mancanza di esigenze terapeutiche al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima». Pene detentive anche per chi, residente in Italia, pratica l'infibulazione all'estero: il responsabile potrà essere punito al ritorno nel nostro paese. [...] «La nuova legge», ha commentato il senatore Tommaso Sodano, di Rifondazione comunista, «è un atto importante di civiltà di cui il nostro paese sentiva il bisogno, soprattutto di fronte al dato, impressionante, delle 40mila donne che in Italia hanno subito mutilazioni sessuali». «È una legge che tutela i diritti umani», continua Sodano, « e che risponde alle nuove realtà di una società che si sta aprendo a nuove culture e nuovi costumi, ma che non può accettare questo tipo di violenza, soprattutto se praticata sulle bambine». (Liberazione del 13 febbraio 2003)

La seconda buona notizia, ed è una notizia rara, è che i vari gruppi, partiti, ideologie, e contendenti in campo, quelli insomma che ci hanno abituato a litigi infiniti e, talvolta, farseschi, in questa occasione sono stati tutti d'accordo e hanno fatto loro, con orgoglio, un disegno di legge presentato dal senatore Giuseppe Consolo di An.

Ci preme sottolineare questo fatto, questa comunione di intenti che ha portato ad una decisione tanto lodevole quanto vitale e civile. D'accordo, le donne meritano questo ed altro. Ma ci piacerebbe che tanta solerzia e civiltà e senso del giusto venissero usati anche in altri ambiti.

Complimenti vivissimi ai componenti della Commissione Giustizia del Senato. Che siano da esempio per tutti i politici italiani ... e non.


Pubblichiamo anche la seguente nota ricevuta in data odierna (7-2-06) dall'Ufficio Politico del Senatore Giuseppe Consolo, che spiega le modifiche apportate nel diritto italiano dal ddl 414.

È operativa la legge "Consolo"

Infibulazione, divieto approvato in via definitiva dal Senato

La pratica punita con il carcere da 6 a 12 anni. Punibile anche l'infibulazione eseguita all'estero da residente in Italia o su residente nel nostro paese.

La commissione Giustizia del Senato ha approvato in sede deliberante in via definitiva il disegno di legge che vieta in Italia la pratica dell'infibulazione, la mutilazione sessuale delle bambine in uso in alcuni paesi africani. Il disegno di legge, che porta il nome del primo firmatario, il senatore di An, Giuseppe Consolo, è quindi legge dello Stato.

Il ddl 414, approvato dalla commissione all'unanimità, reprime la pratica dell'infibulazione con una pena dai 6 ai 12 anni di carcere, che vengono aumentati di un terzo se a subire l'infibulazione è una minorenne. Vengono puniti tutti i casi di "violenza sulla persona diretta agli organi genitali e consistente in mutilazioni e lesioni effettuate in mancanza di esigenze terapeutiche al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima".

Se l'infibulazione è stata praticata all'estero da una persona residente in Italia, il responsabile può essere punito una volta rientrato nel nostro paese.

Ecco cosa prevede il ddl Consolo

Con tre articoli in tutto con cui si modifica il testo del codice penale in materia "di mutilazioni e lesioni agli organi genitali a fine di condizionamento sessuale", contenute nel disegno di legge 414 approvato dalla commissione Giustizia del Senato.

Nella bozza del testo approvata, si legge (art 1) che all'articolo 583, secondo comma, del codice penale, dopo il numero "4" viene inserito il seguente "4-bis": "una lesione o mutilazione degli organi genitali provocata, in assenza di esigenze terapeutiche, al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima".

Il secondo articolo, (l'1-bis) prevede che all'articolo 583 del codice penale viene aggiunto il seguente comma: "quando ricorre la circostanza aggravante prevista dal numero "4-bis" del secondo comma, non opera il giudizio di equivalenza o di prevalenza tra eventuali circostanze attenuanti, diverse da quella di cui all'articolo 114, e la predetta aggravante. Le circostanze attenuanti sono computate sulla pena individuata in forza del presente articolo".

Il terzo articolo del ddl (art 2) prevede che all'articolo 583 del codice penale viene aggiunto il seguente comma: "le disposizioni di cui al n. 4-bis) del secondo comma si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero da cittadino italiano o da cittadino straniero residente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o di cittadino straniero residente in Italia, e quando vi è stata richiesta del ministro della Giustizia".

Infibulazione e Islam

Il problema dell'infibulazione in Italia è nato di recente, quando alcuni immigrati provenienti da diversi Paesi del continente africano hanno chiesto di poter effettuare tale pratica negli ospedali. L'usanza della mutilazione genitale femminile appartiene a numerosi paesi con popolazioni a maggioranza islamica, come il Sudan, la Somalia, l'Egitto o in altri paesi dove ci sono forti minoranze islamiche come l'Eritrea e l'Etiopia.

Per questo motivo, essa viene ritenuta - erroneamente - una pratica facente parte della tradizione islamica, contribuendo così a creare uno stereotipo contro l'Islam e i musulmani. In realtà, la mutilazione genitale femminile viene praticata anche da popolazioni africane cristiane ed animiste. Dal punto di vista del diritto islamico, tale pratica non trova nessun fondamento.

Infatti non esiste nessun passo del Corano che citi o esorti ad utilizzare tale pratica, né alcuna tradizione profetica autentica. Esistono invece alcune tradizioni ritenute deboli o addirittura inventate, che testimoniano la sua pratica nella penisola araba, già in era preislamica. Ne è la riprova la tradizione riportata da Umm 'Atiya, in base al quale una donna era solita fare le circoncisioni femminili a Medina, alla quale Maometto disse: "Non abusare, ciò è meglio per la donna e piacevole per suo marito". Attraverso questa tradizione, gli studiosi hanno dedotto che tale pratica già esisteva e che Maometto si era limitato a vietarne l'abuso.