Spinello: i pro e i contro del DDL

Pubblicato da Redazione il 18 Aprile 2003
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Il governo si appresta a votare un disegno di legge per la lotta alla tossicodipendenza. Qui di seguito pubblichiamo due articoli che ne danno l'annuncio su due diversi quotidiani.

Fuorilegge tenere anche uno spinello

Niente tolleranza verso gli spinelli

La questione è delicata. La droga è innegabilmente una piaga sociale che va risolta. Su questo siamo d'accordo in tanti, se non tutti. Tuttavia sul metodo l'accordo svanisce. Il governo sembra prediligere un approccio machiavellico secondo cui il fine giustifica i mezzi. D'altro canto le ideologie politiche espresse dall'uomo nel XX secolo, di cui quelle attuali sono semplice retaggio, non hanno brillato né per intelligenza né per tolleranza, sia che fossero di destra o di sinistra, e le soluzioni da loro messe in atto sono state solo espressione di violenza. Come violente e intolleranti sono molte delle soluzioni elaborate dagli attuali governi ed ideologie.

Di approcci "pacifici", figli della tolleranza, in cui la parte del leone spetti alla prevenzione e all'educazione non se ne sente parlare se non da sparuti gruppi di iniziativa privata.

Massima quantità tollerabile

Questo principio, definito ispiratore del disegno di legge per la lotta alla droga, a noi pare arbitrario e opinabile. Si sa di persone che si ubriacano con un bicchiere di vino, mentre ad altre serve più di una bottiglia. Lo stesso dicasi per la droga, in particolar modo per lo spinello: si sa che alcuni soggetti "partono" dopo un solo spinello mentre altri per ottenere la stessa intensità di "sballo" ne debbono consumare di più, come ci confermerebbe qualsiasi operatore di comunità per la riabilitazione. Quindi la "massima quantità tollerabile" risulta essere un metro di misura soggettivo ed estremamente variabile, privo del conforto dell'oggettività, il che fa di questo "principio ispiratore" un principio debole.

Droghe leggere e droghe pesanti

Finalmente questa distinzione viene tolta. Non esistono droghe leggere, chi sostiene che l'hascisc è una droga leggera (o la variante "non è una droga pericolosa") dice il falso oppure è stato informato male (basti ricordare che la parola assassino deriva da hascisc[1]). Esistono invece droghe che producono assuefazione e droghe che non la producono. In genere l'assuefazione è causata dalle droghe sintetiche o comunque ottenute tramite lavorazioni particolari fatte in laboratori altamente specializzati (ad esempio l'eroina).

Referendum

La depenalizzazione del reato per uso personale di droga fu sancita tramite referendum nel '93. Proporre ora un DDL per ribaltare quel referendum è un atto di "forza" illiberale ed antidemocratico. A cosa serve fare i referendum se poi questi vengono disattesi dal governo di turno? Non si capisce peraltro come mai un referendum, "vecchio" di dieci anni ed espressione diretta della volontà del popolo italiano, debba essere inficiato mentre il Codice Rocco, vecchio di più di settant'anni ed espressione diretta del regime e dell'ideologia fascista, debba in buona parte rimanere in vigore.

È utile ricordare, inoltre, che con quel referendum gli italiani non dissero che la droga "fa bene", né che il suo uso fa parte delle libertà individuali, dissero solo che l'uso personale di droga non doveva essere considerato un reato, mentre rimaneva reato lo spaccio di droga o il furto per procurarsela e quant'altro. È evidente che i governi che si sono succeduti dal '93 in poi hanno miseramente fallito nel colpire il mercato della droga e nel prevenire che i giovani vi si avvicinassero: come sempre è più comodo criminalizzare e colpire i cittadini che non trovare ed attuare delle vere soluzioni.

Qualora sorgessero dubbi sulla nostra posizione in merito alla droga precisiamo che siamo nettamente contrari al suo uso. Tuttavia siamo contrari anche alla criminalizzazione e alla punizione di chi ha avuto la sfortuna di caderci dentro. È vero che molti ragazzi hanno gettato e gettano via la loro vita con la droga vivendo in una specie di "mondo parallelo" artificiale, così com'è vero a nostro avviso che sono molte di più le persone che gettano via la propria vita rimbambendosi davanti alla TV seguendo, vivendo e soffrendo per anni delle gesta dei protagonisti delle telenovela o del Grande Fratello, eccetera, vivendo anche loro in una specie di "mondo parallelo" artificiale, ma con la differenza sostanziale che gli uni sono consapevoli di aver assunto delle sostanze stupefacenti mentre gli altri sono convinti di essere "normali". E non tragga in inganno il fatto che la tele-dipendenza non è "emotivamente disdicevole" come la tossico-dipendenza. Anche le "sigarette" non sono "emotivamente disdicevoli" come la droga, eppure sono smisuratamente di più i morti per tabagismo che non i morti per droga.

Alcol

Peraltro c'è anche un altro aspetto singolare da rilevare che ha come protagonista l'alcol. Paragonando una persona sotto l'effetto della droga, poniamo l'eroina, con una persona sotto l'effetto dell'alcol, ad esempio una forte sbronza di whisky, troveremo una sostanziale incapacità di coordinazione psicofisica con un elevato grado di incoscienza in entrambe le situazioni. Inoltre anche l'alcol produce assuefazione e dipendenza, al punto che l'alcolismo è una piaga mondiale e causa diretta di molti più decessi che non le cosiddette "droghe da strada".

Ciononostante, al pari del tabacco, l'alcol viene commercializzato con il benestare dello Stato. Anzi, lo Stato ne ha un ricavo enorme in virtù delle imposte che applica sia sull'alcol che sul tabacco. Perché dunque si può bere alcol fino a bronzarsi e a farsi scoppiare il fegato mentre con la "droga" si va in galera? Il dubbio che sia solo una questione economica è legittimo. Infatti, secondo noi, l'unica differenza esistente è che l'alcol viene tassato, e costituisce una fonte di entrate per lo Stato, mentre la droga è una "esclusiva" del mercato clandestino e non produce entrate per lo Stato. Quindi, pur considerando cinicamente il problema sotto il profilo economico e di "logica di mercato," si deve ritornare a considerare come vero nemico da "punire" il mercante-spacciatore, non già il cittadino-consumatore.

In ogni caso coerenza vorrebbe che lo Stato combattesse tutte le dipendenze dannose: droga, tabacco, alcol, certi "psico-medicinali" e, perché no?, taluni programmi TV unitamente ad un certo modo di intendere il rapporto televisione-utente.

Repressione

Il vice-premier Fini rassicura che «... non abbiamo intenti repressivi: infatti il tossicodipendente che verrà trovato in possesso di qualsiasi quantità di droga non verrà punito se accetta di seguire un percorso di recupero, in un servizio pubblico o in una comunità». In pratica Fini vorrebbe che i cosiddetti tossicodipendenti accettassero la "sua" riabilitazione in cambio della "non punibilità". Un po' come in ambito psichiatrico dove si viene considerati malati se si rifiutano le terapie, sani o in via di guarigione nel momento in cui le si accettano. E poi passi per i tossicodipendenti da eroina e sostanze simili, è innegabile che sono un serio problema per la collettività. Ma l'hascisc che dipendenza dà? Come può un consumatore di hascisc essere etichettato tossicodipendente? Sarebbe come dire che coloro che bevono vino al bar, o a tavola in compagnia di amici, sono tutti degli alcolizzati: è una forzatura ridicola.

Pene

Dai sei ai vent'anni. Se si viene trovati con una quantità di hascisc superiore alla "massima quantità tollerabile", magari una stecchetta di dieci grammi, si rischia dai sei ai vent'anni. Se si uccidono i propri genitori o se si violenta una ragazza per strada non si rischia tanto. Perbacco!

Droghe legali ed illegali

Verranno stilate tabelle per le droghe sintetiche e la lista di quelle illegali verrà aggiornata in tempo reale. Naturalmente (e giustamente) vi troveremo l'ecstasy, l'LSD, l'anfetamina, eccetera. Vi troveremo anche gli psicofarmaci? O quelli sono invece "legali" e necessari per un corretto controllo, pardon, ordinamento sociale?

«Negli ultimi 4 anni», riporta RIZA Psicosomatica, «noi italiani abbiamo aumentato del 60% il consumo di psicofarmaci: un incremento da veri e propri "drogati da tranquillanti"». È noto che gli psicofarmaci inducono dipendenza al prodotto; è altresì risaputo e sempre più spesso denunciato dagli stessi psichiatri e psicologi che tali farmaci sono estremamente pericolosi sia per la salute di chi li assume sia per la comunità, poiché tra gli effetti collaterali degli psicofarmaci vi è proprio un'accresciuta violenza verso se stessi e gli altri. Non è un caso se le notizie di delitti efferati sono accompagnate da un laconico «l'assassino è affetto da problemi psichici», che tradotto in termini meno "specialistici" significa che è in cura con psicofarmaci. Che ci faranno Fini e il governo con queste droghe? Continueranno a considerarle legali e, al contempo, a presentare DDL per la reintroduzione del TSO, per la riforma della legge 180 con la contestuale riapertura dei manicomi, eccetera? Torneranno anche i lager? Beh, se per uno spinello si rischiano vent'anni di galera, con mezzo etto si potrebbe essere mandati dritti di filato in una camera a gas!

Però... se si accettasse di essere curati con il Prozac oppure con l'elettroshock... Ma è proprio questa la giustizia che vogliamo?

[1] ⬆︎ Assassino: detto di affiliato alla setta segreta degli Assassini , comandati dal Vecchio della Montagna, che nel XII secolo, in Siria, praticavano l'omicidio per fini religiosi trovandosi sotto l'azione stupefacente dell'hascisc.


Da: Il Resto del Carlino

Fuorilegge tenere anche uno spinello

17 aprile 2003, di Silvia Mastrantonio

ROMA - «Massima quantità tollerabile». È questo il principio ispiratore del disegno di legge per la lotta alla droga messo in cantiere dal governo e i cui contenuti sono stati anticipati dal vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. Secondo la legge allo studio - che ribalta l'impostazione scaturita dal referendum del '93 - il possesso di droga è sempre sanzionato, anche se per uso personale.

Leggere e pesanti: uguali

In questo caso si procede con una sanzione amministrativa mentre oltre la soglia di «massima quantità tollerabile» la sanzione diventa penale. Il testo prevede inoltre di far decadere ogni distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, riducendo le tabelle degli stupefacenti da 4 a 2. Previsto poi un massiccio impegno nella politica di prevenzione e di recupero dei tossicodipendenti, con la possibilità di sospendere la pena fino a 6 anni per chi accetta di sottoporsi a cicli di trattamento e di recupero.

Il DDL sarà discusso nei prossimi giorni dal consiglio dei ministri e secondo Fini - che ne ha parlato a Vienna alla 46^ sessione della commissione ONU per la lotta alla droga - potrà «ridare logica alla legge del '90 saltata in aria con il referendum». Secondo il vicepremier la domanda per misure più restrittive arriva proprio dalle famiglie e l'intento della legge non è quello di «una svolta repressiva». Il progetto prevede che, per quanto concerne le sanzioni penali, ci si rifaccia alla legge del '90 con una differenza di previsione di pena: sarà da 6 a 20 anni di reclusione mentre ora è dagli 8 ai 20. Sul fronte amministrativo, invece, le pene previste per chi verrà trovato in possesso di dosi inferiori alla «massima quantità tollerabile» vanno dalla sospensione della patente al ritiro del passaporto, del porto d'armi, del visto di soggiorno turistico.

Cannabis pericolosa

Fini, supportato negli incontri di Vienna dal sottosegretario Alfredo Mantovano, sottolinea che la distinzione tra droghe leggere e pesanti è senza fondamento.

«Per la cannabis, per esempio, è scientificamente dimostrato - ha detto - che i valori del principio attivo Thc, tetraidrocannabinolo, sono 20-30 volte superiori a quelli che si riscontravano 10 o 20 anni fa. Ecco perché il concetto di "canna" come droga leggera fa a pugni con la scienza». Immediate le reazioni. Per i radicali i «trascorsi giovanili di Fini hanno preso il sopravvento», mentre Giuliano Pisapia di Rifondazione attacca: «Ancora una volta si privilegia l'aspetto repressivo a discapito di quello preventivo, con la conseguenza di aiutare la criminalità organizzata».

Giuseppe Fioroni (Margherita), afferma che se «il governo volesse affrontare seriamente il problema non scriverebbe un disegno di legge in solitudine». Duro anche il giudizio di Luana Zanella dei Verdi che attacca l'intento di «stravolgere il referendum del '93».

Effetti terrificanti

Uno scenario apocalittico con «conseguenze terrificanti» è quello immaginato da Franco Corleone, presidente del Forum droghe: «Il primo risultato di questa inversione di rotta - ha detto - è che aumenteranno i tossicodipendenti in carcere». Secondo Corleone è inaccettabile la riproposizione di «un ruolo etico dello Stato». Un applauso invece dal Movimento italiano genitori che auspica «maggiore repressione contro gli spacciatori».


Da: Il Corriere della Sera

Disegno di legge del governo: scomparirà l'uso personale

Niente tolleranza verso gli spinelli

Fini: dose massima per ogni droga, poi il carcere

17 aprile 2003, di Alessandra Arachi

VIENNA - Tornano i limiti per la detenzione della droga: non ci si potrà più difendere invocando l'uso personale. Quella che la legge sugli stupefacenti del 1990 aveva chiamato «modica quantità» e un referendum del 1993 aveva abolito si chiamerà adesso «quantità massima tollerabile». Saranno limiti calcolati per eccesso rispetto alla tolleranza alla droga di un tossicodipendente. Ma saranno precisi e segneranno il confine tra le sanzioni penali e quelle amministrative.

Non importa che droga si avrà in tasca, in casa o ovunque: hascisc o eroina, marijuana, cocaina, ecstasy. Con il nuovo disegno di legge del governo le droghe avranno un'unica distinzione: droghe sintetiche, in una tabella, tutte le altre nella seconda. Nessuna tolleranza per quelle che, un tempo, venivano chiamate droghe «leggere», gli spinelli, per capirci.

Il vice-premier Gianfranco Fini lo aveva annunciato un anno fa proprio qui all'ONU, alla sessione mondiale sulla lotta agli stupefacenti: «Cambieremo la legge sulla droga». E ieri è tornato al Palazzo delle Nazioni Unite di Vienna per spiegare che il disegno di legge è pronto, prossimo ad arrivare sul tavolo di Palazzo Chigi, insieme al prefetto Pietro Soggiu, capo del dipartimento nazionale antidroga, ad Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno e a Claudio Moreno, nostro ambasciatore all'ONU

«Mi aspetto critiche, ma non le temo» ha detto Fini. E poi ha aggiunto: «Con questo disegno di legge intendiamo colmare un caos normativo che proprio il referendum del '93 aveva creato. Ma non abbiamo intenti repressivi: infatti il tossicodipendente che verrà trovato in possesso di qualsiasi quantità di droga non verrà punito se accetta di seguire un percorso di recupero, in un servizio pubblico o in una comunità».

Per tutti gli altri le pene varieranno proprio in relazione al possesso: sotto la soglia della «massima quantità tollerabile» le sanzioni amministrative andranno dal ritiro della patente, del passaporto o del porto d'armi, ma anche del permesso di soggiorno turistico. Sopra questa soglia si rischiano da sei a vent'anni di carcere. Ma per i tossicodipendenti gli ultimi sei anni della pena potranno essere scontati in un luogo protetto di recupero (oggi sono gli ultimi quattro anni di pena). Un'altra novità saranno le tabelle delle droghe sintetiche: la lista di quelle illegali verrà aggiornata in tempo reale. «È l'unico modo per cercare di contrastare i produttori, abili a modificare le molecole con grande rapidità» ha spiegato Mantovano.

Sono subito arrivate le critiche al disegno di legge, in prima linea i Radicali, i Verdi e Livia Turco, ex-ministro degli Affari sociali: «Reintrodurre la modica quantità significa infatti colpire i tossicodipendenti, riempire le carceri di ragazzi e rinunciare a colpire il grande traffico». Dura e laconica anche la reazione di Rosi Bindi, ex-ministro della Sanità: «L'annuncio di Fini è sconcertante».

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