L'inutile tirannia del Green Pass italiano

Pubblicato da Redazione il 23 Febbraio 2022
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Green Pass italiano

Mentre in Italia continua il teatrino politico-sanitario del contrasto al Covid, altri, guardando lo spettacolo offerto senza dover pagare il biglietto, se la ridono. Nel seguente articolo pubblicato da The Spectator a firma Nicholas Farrell, l’operato del governo italiano e del suo condottiero Mario Draghi, e l’ossequiosa sudditanza della maggioranza degli italiani, vengono impietosamente analizzati ed esposti al pubblico ludibrio. Anche questa volta il re è nudo.


L'inutile tirannia del Green Pass italiano

di Nicholas Farrell — Mentre la maggior parte dei paesi europei, in particolare la Gran Bretagna, stanno allentando le restrizioni Covid, l’Italia, che ha quelle più rigide di tutti, questa settimana le ha ulteriormente inasprite, sebbene i dati mostrino che sono inutili.

Forse il regime di passaporto vaccinale più draconiano d'Europa è dovuto al fatto che l’Italia è un paese in cui indovini e guaritori sono un'industria multimiliardaria. Ad ogni modo, la psicosi di massa impedisce ai suoi politici e alla gente di vedere la verità.
Nel Regno Unito, le false affermazioni dei consulenti scientifici del governo sulla necessità e sui vantaggi dei lockdown alla fine sono state demolite in modo convincente e The Spectator ha svolto un ruolo significativo in ciò. È giunto il momento che vengano sfatate anche le affermazioni false analoghe sui passaporti vaccinali.

Non ci può essere posto migliore dell'Italia per avviare questo processo di smascheramento.

La giustificazione adottata lo scorso agosto, quando è stato introdotto il regime del passaporto vaccinale italiano, denominato "Green Pass", era che avrebbe aumentato la diffusione del vaccino, creato spazi sicuri per i vaccinati e quindi ridotto i casi di Covid, i ricoveri e i decessi. Non ha fatto nessuna di queste cose.

Invece il regime è diventato costantemente più draconiano. I non vaccinati sono stati presto banditi da quasi tutti gli spazi pubblici e dai trasporti pubblici, e persino dal lavoro, a meno che non avessero avuto il Covid negli ultimi sei mesi, o avessero pagato 15 € per un test Covid ogni 48 ore.

Acclamato con fervore religioso come un enorme successo dal governo di unità nazionale italiano, guidato dal premier non eletto ed ex banchiere centrale dell'UE, Mario Draghi, in realtà il "Green Pass" non è stato altro che l'esercizio di una inutile tirannia.

Eppure, nonostante ciò, a dicembre il governo Draghi ha introdotto il "Super Green Pass" che ha reso il regime ancora più tirannico con la vaccinazione obbligatoria per tutti sui mezzi pubblici, e in molti spazi pubblici come ristoranti e bar – anche all'esterno –, parrucchieri e stadi sportivi, a meno che non si avesse avuto il Covid negli ultimi sei mesi. Annullato il diritto dei non vaccinati di sottoporsi a tampone da 15 € valido 48 ore per accedervi.

E questa settimana, con il tasso dei contagi in caduta libera, la vaccinazione obbligatoria è stata estesa ai luoghi di lavoro per gli over 50. La vaccinazione era già obbligatoria sul lavoro per gli operatori sanitari e del soccorso e gli insegnanti. Ma d'ora in poi, nessuna persona non vaccinata di età superiore ai 50 anni che non abbia avuto il Covid negli ultimi sei mesi potrà andare al lavoro. Se lo fanno, loro e il loro datore di lavoro rischiano multe da € 600 a € 1.500. In precedenza era possibile andare al lavoro facendo il tampone Covid da 15 € ogni due giorni o se guariti dal Covid negli ultimi sei mesi. Ci sono 500.000 lavoratori italiani non vaccinati di età superiore ai 50 anni che ora saranno sospesi senza stipendio – secondo la stampa italiana – a meno che non gettino la spugna e si facciano vaccinare.

Naturalmente, né il non eletto Draghi né nessun altro nella sua coalizione trasversale ammetterà mai che quello che strombazzano come il loro risultato più orgoglioso è un fallimento. Né lo faranno i media italiani che hanno seguito così supinamente la linea del governo, né gli stessi italiani, tre quarti dei quali sostengono il "Green Pass" nei sondaggi. Ora rischiano tutti di perderci la faccia.

Che la loro ossessiva convinzione sulle meraviglie del "Green Pass" sia una totale sciocchezza risulta chiaro da un confronto dei dati tra l'Italia e la Gran Bretagna, che non ha avuto alcuna forma di passaporto vaccinale.

Italia e Gran Bretagna hanno popolazioni simili, rispettivamente di 59 milioni e 69 milioni di persone.

Oggi, dopo quasi sette mesi di regime del passaporto vaccinale, il numero di persone non vaccinate in Italia e in Gran Bretagna rimane più o meno lo stesso. In Italia, l'88,92% degli over 12 è completamente vaccinato, rispetto all'84,9% in Gran Bretagna.

A gennaio c'erano ancora 5,9 milioni di italiani non vaccinati di età superiore ai 12 anni, ancora una volta un numero simile a quello della Gran Bretagna.

La lezione è chiara: come mostra la Gran Bretagna, la stragrande maggioranza delle persone ha scelto di farsi vaccinare di propria spontanea volontà e non ha bisogno di essere costretta a farlo dallo stato. In effetti, costringere le persone a farlo – come dimostra l'Italia – non funziona.

Ciò che conta di più, ovviamente, è il conteggio dei decessi. Ma anche qui il "Green Pass" e il “Super Green Pass" hanno avuto poco effetto. Infatti, creando un senso di falsa fiducia tra i vaccinati, potrebbero aver peggiorato le cose. Ad ogni modo, hanno fallito.

Se avessero funzionato, i tassi di infezione dell'Italia sarebbero stati di gran lunga inferiori a quelli della Gran Bretagna.

Eppure, dall'inizio dell'ultima grande ondata causata dalla variante Omicron a dicembre, l'Italia ha avuto un numero di infezioni da Covid notevolmente simile alla Gran Bretagna senza Green Pass.

La spiegazione, ovviamente, è che a prescindere da tutti quei Green Pass, gli italiani vaccinati si infettano a vicenda.
Dal 1° dicembre – quando la variante Delta si stava esaurendo e la variante Omicron era in arrivo – sono stati più di sette milioni i casi di Covid sia in Italia che in Gran Bretagna.

In Italia, il 70 per cento delle infezioni da Covid nell'ultimo mese si sono registrate in persone parzialmente o completamente vaccinate. È vero che, proporzionalmente, sono poche le persone vaccinate che prendono il Covid e finiscono in ospedale, o muoiono, ma quelle a cui succede sono ancora molte. Circa la metà dei ricoveri Covid in Italia e più della metà dei decessi Covid da dicembre sono state persone vaccinate parzialmente o totalmente.

Per aggiungere la beffa al al danno, dal 1° dicembre l'Italia ha avuto molti più decessi per Covid della Gran Bretagna.
In Italia, dal 1° dicembre, ci sono stati 18.000 morti per Covid, rispetto ai 15.000 morti per Covid in Gran Bretagna. C’è una bella differenza.

Eppure i politici, i giornalisti e la maggior parte degli italiani continuano a credere che il "Green Pass", ora trasformato in "Super Green Pass", sia l'unica soluzione.

L'Italia non ha un Primo Ministro eletto dal 2011, eletto nel senso che il Primo Ministro è stato il leader di una coalizione o di un partito che ha vinto le elezioni politiche. Tuttavia, non è la natura antidemocratica dei governi italiani a spiegare il regime del passaporto vaccinale in Italia, ma la natura dittatoriale degli italiani. Ironia della sorte, l'unico grande partito ad opporsi al regime è il post-fascista Fratelli d’Italia.

Quasi da non credere, la scorsa settimana, in un importante talk show politico televisivo, un giornalista ha posto al professor Walter Ricciardi, consulente scientifico Covid del ministro della Salute, delle domande su questo confronto tra Italia e Gran Bretagna. Il professore – un equivalente italiano del nostro amato professore Neil Ferguson – si stava dilungando su come il passaporto vaccinale garantisca la libertà allorché un giornalista presente gli ha chiesto perché fosse necessario quando paesi come Gran Bretagna e Spagna non hanno nulla del genere e tuttavia hanno avuto un tasso di mortalità inferiore.
Infatti, secondo i dati della John Hopkins University, l'Italia ha avuto 252,55 morti ogni 100.000 abitanti e la Gran Bretagna 240,57.

Il prof Ricciardi – che ha accusato il giornalista di fare affermazioni «prive di ogni fondamento scientifico» – ha ribattuto: «L'Inghilterra calcola i decessi in modo completamente diverso da noi – se calcolasse allo stesso modo, sarebbero il doppio. Sostiene di averne avuti circa 150.000 ma sono 300.000».

Senza senso! In realtà, la Gran Bretagna richiede solo che il defunto sia risultato positivo negli ultimi 28 giorni della sua vita, il che semmai sopravvaluta il bilancio delle vittime. Ma in Italia le linee guida del servizio sanitario affermano: “Non basta il test positivo al Sars-Cov-2 per considerare la morte dovuta al Covid-19”.

Il professore ha continuato affermando che gli inglesi (gli italiani dicono sempre che la Gran Bretagna è Inghilterra) si sono rifiutati di imparare dall'Italia e di conseguenza i "numeri di morti e i casi" dell'Inghilterra sono "enormemente maggiori dei nostri". Una sciocchezza, di nuovo. Ha concluso dicendo che l’NHS (Servizio Sanitario inglese) è così cattivo che per un intervento chirurgico all'anca “c'è un'attesa di dieci anni". Questo, almeno, forse è vero.

Fonte: The Spectator

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