Se obbedite andrà peggio…

Pubblicato da Redazione il 11 Luglio 2022
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Marco Mori

Da alcuni anni seguiamo con interesse le lucide e puntuali disamine dell'avvocato Marco Mori sulla situazione politico-economica in costante evoluzione nel nostro bistrattato paese. Di seguito pubblichiamo un suo articolo sul momento storico in cui viviamo e sul futuro che ci aspetta. Al lettore scegliere cosa fare. La libertà di scelta, per ora, è ancora un diritto... o no?!


Sono trascorsi più di due anni da quando l’aggressione di quel poco che resta della democrazia nel nostro  Paese si è spostata dall’utilizzo di strumenti economici (vedi l’euro) incomprensibili ai più, all’uso della paura per comprimere addirittura le libertà personali fondamentali. Dopo due anni possiamo dire che abbiamo avuto ragione dal primo minuto, il covid era ed è sempre stata una malattia assolutamente normale gestita (deliberatamente) nel peggiore dei modi.

Certo, per chi ha capito da tempo che siamo governati da uomini scelti dai gruppi di interesse finanziario per tutelare i propri interessi, era piuttosto semplice dubitare ab origine di ogni loro azione, anche laddove utilizzavano la bieca scusa della salute pubblica. Tuttavia, nonostante l’evidenza dei dati, disponibili fin dalla fase di apertura di questa “psico” pandemia (i morti erano mediamente ultra ottantenni fragili), la maggioranza della popolazione è piombata in un clima di paranoia che ha consentito di accettare le misure più insensate. Tutte misure che, dietro la scusa della salute, miravano deliberatamente a colpire con ancora più vigore l’economia del Paese, creando le giuste condizioni di crisi per operare ulteriori cessioni di sovranità e parallelamente, questa la novità dell’emergenza covid, arrivare anche a strumenti tecnologici di controllo dei cittadini. Questi ultimi diventeranno di fondamentale importanza nella strategia volta all’eliminazione della divulgazione del dissenso.

Draghi d’altronde lo ha dichiarato già nel suo discorso introduttivo da Presidente del Consiglio al Parlamento che l’obiettivo è proseguire nelle cessioni di sovranità portando a termine quel percorso che, partendo da Maastricht, mira a una governance globale eliminando la popolazione da tutte le decisioni che davvero contano per il futuro. Il PNRR, ovvero il famoso piano nazionale di ripresa e resilienza (che termine di m… Scusate lo sfogo… a noi serve resistenza e non resilienza in favore dell’oppressore), altro non è che il commissariamento del Paese per ottenere pochi ed inutili spiccioli che nulla potranno contro gli effetti devastanti della crisi economica innescata non già dal covid, ma dalle misure di “contenimento” implementate dagli esecutivi eversivi che si sono avvicendanti al timone della nostra martoriata penisola. Tra l’altro la logica dell’emergenza ai fini di fare passi avanti in questa direzione, ribadiamolo, puramente eversiva, dall’autunno si troverà aggravata dalle sciagurate sanzioni che abbiamo imposto alla Russia e che porteranno al razionamento di gas ed elettricità. Tale razionamento non potrà che determinare il collasso delle ultime piccole e medie imprese che eroicamente avevano tentato di resistere alla “psico” pandemia.

Anche sulla questione Russia è palese la malafede del governo. Se anche si fosse voluto andare verso l’interruzione dei rapporti economici con una nazione che oggi viene dipinta come ostile da tutti i media, lo si sarebbe dovuto fare solo dopo essere stati pronti alle conseguenze. In sostanza, prima acquisisci la necessaria autonomia energetica, poi interrompi i rapporti con chi ti rifornisce. Agire prima di essere pronti è semplicemente un suicidio economico senza precedenti che può essere attuato solo se c’è la precisa volontà, non già di affossare la Russia che come abbiamo visto è autonoma e dunque immune alle sanzioni, ma di affossare il proprio Paese. E questo senza entrare nel merito del fatto di chi abbia causato questo conflitto, fermo restando che i maggiori responsabili ancora una volta orbitano in Occidente e non certo a Mosca.

L’approccio alla crisi energetica e la precisa volontà di enfatizzare ancora il covid, evidente dall’assurda propaganda mediatica estiva in corso con la quale si millanta che le 40 morti giornaliere in Italia di individui “con” Covid costituirebbe un dato terrificante, ci consentono di comprendere perfettamente le intenzioni dell’esecutivo per il prossimo futuro. Ovviamente nessuno rammenta agli spettatori intontiti che ogni giorno il 99% della popolazione muore d’altro. I morti giornalieri in Italia, per ogni patologia, sono infatti circa 1900/2000, ma nell’immaginario dei cooptati dalla propaganda se si sopravvive al covid, rinunciando ad ogni libertà e dunque in definitiva a vivere, si diventa evidentemente immortali. D’altronde dopo che gli è stato fatto credere che la mascherina ferma i virus e i vaccini funzionano, chi ci governa pensa che ormai sia possibile farci credere anche che gli asini volano…

Ma fin qui vi ho detto cose che già sapete. Veniamo al punto, perché il fermare o meno tutto questo dipende esclusivamente da noi. Visto ciò che ci aspetta dalla fine di questa estate occorre essere chiari circa l’assoluta necessità di alzare il livello dello scontro con gli eversori al timone di questo Paese. Disobbedire dovrà essere la parola d’ordine per tutti noi, disobbedire ad ogni provvedimento illegittimo ed incostituzionale che il governo certamente porterà avanti. Se obbediamo, anche se ricattati com’è stato fatto vergognosamente con il diritto al lavoro, otteniamo semplicemente l’ulteriore stretta del cappio. La libertà e la democrazia purtroppo hanno un prezzo che dobbiamo essere pronti a pagare.

Ciò che va chiarito una volta per tutte, di questo dobbiamo avere piena consapevolezza, è che davvero non abbiamo più nulla da perdere, non dobbiamo obbedire nella vana speranza di salvare quel poco che ancora abbiamo da multe o sanzioni, perché è proprio con l’obbedienza che otterremo la garanzia di perdere tutto. Siamo milioni e possiamo essere visibili nel mondo reale a prescindere dalla censura mediatica e social. Ogni gesto di disobbedienza può insinuare il dubbio nelle masse cooptate, più i disobbedienti saranno visibili, più ci sarà speranza di cambiare le cose.

Parallelamente si proseguirà ovviamente nell’azione legale e politica (dateci una mano con Italexit iscrivendovi e partecipando), ma senza un’autentica visibilità del dissenso entrambe le strade sono destinate a fallire perché la maggior parte della popolazione non conosce altro che la propaganda di regime e spetta a noi fargli vedere che un’altra strada è possibile. Siamo noi a dovergli dimostrare ad esempio che nessuna strage si verifica se scendiamo in piazza senza museruole e se non ci vacciniamo con i sieri mRNA delle multinazionali del farmaco guidate da fondi speculativi e banche. Come sempre sono le minoranze di coraggiosi che possono cambiare il mondo e salvare anche le masse di pecore obbedienti che stanno trasformando la nostra società, ogni giorno di più, in un inferno in terra.

Ogni volta che chi ha capito obbedisce, deve essere consapevole che contribuisce al peggioramento della situazione…  Anche farlo per quieto vivere o per rispetto, ci avvicina semplicemente al baratro. Cerchiamo di tenerlo a mente, nessun regime è mai stato fermato obbedendo al dittatore di turno.

I dittatori iniziano a rallentare e poi cadono solo quando il popolo ha il coraggio di mostrare i denti e la storia insegna che quando questo viene fatto, gli apparati sani di quelli che sulla carta sarebbero ancora Stati democratici, tornano a funzionare arrivando a fermare e punire i responsabili di tutto questo. Possiamo e dobbiamo fermarli, altrimenti nessuno avrà futuro. Come ho sempre detto lo scenario più probabile a cui le élite economiche ci porteranno è un conflitto mondiale che metterà la parola fine alla nostra civiltà. Solo il ritorno della sovranità nelle mani della popolazione e la distruzione dei poteri economici sovranazionali può dare una speranza al nostro mondo.

Citando Aldo Moro ed il pensiero dei nostri Padri Costituenti l’economia deve tornare sotto la disciplina, il controllo e il coordinamento del Parlamento, ovvero del popolo. Nessuno dovrà più avere una forza economica tale da mettere le democrazie davanti al fatto compiuto, l’accentramento eccessivo di ricchezza nelle mani di pochi altro non è che un’oscena restaurazione oligarchica, che appunto può portare solo verso la catastrofe collettiva… il nostro dovere è provare a fermarli.

Marco Mori
Fonte: studiolegalemarcomori.it