Botta e risposta CCDU - Burani

Pubblicato da Redazione il 10 Maggio 2005
Rubrica:

Proponiamo il seguente "botta e risposta" tra il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e l'Ufficio stampa dell'on. Burani, pubblicato su TargatoCN.it, quotidiano online della provincia di Cuneo. Alla preoccupata quanto lecita questione avanzata dal CCDU, risponde un laconico comunicato del portavoce della Burani, dando un palese esempio di disinformazione.

Cerca, infatti, di sminuire, definendolo "seducente comitato sulla depressione", il prestigio del CCDU che opera in Italia dal 1979, ed ha al suo attivo la denuncia di innumerevoli violazioni dei diritti umani da parte di operatori psichiatrici incompetenti e senza scrupoli, con la conseguente chiusura di diversi manicomi-lager sul suolo italiano. Il portavoce della Burani, dopo aver citato le dichiarazioni dello psichiatra Giovanbattista Cassano, secondo il qualeil 55% degli italiani soffre o ha sofferto di disturbi mentali, chiude il suo intervento affermando che "È questo il messaggio che più ci interessa."
Non avevamo dubbi!

In coda c'è un comunicato stampa del CCDU sulla diatriba (Il mio babbo è più forte del tuo).


Minori e disturbi mentali

19 aprile 2005

Il Ministero della Sanità sta per lanciare il programma operativo sulla depressione che riguarda anche le fasce adolescenziali. Il Presidente della Commissione bicamerale sull'infanzia, Maria Burani Procaccini, lo sta anticipando citando statistiche altisonanti di 800.000 depressi in Italia di cui il 40% studenti delle scuole secondarie.

Chiediamo dove sono le evidenze scientifiche di tali affermazioni?

È ora di aprire gli occhi, chiedere i fatti, e smetterla di accettare affermazioni quali: "in Italia è diverso che negli USA", perché quello che sta succedendo oggi in Italia è l'esportazione di un prodotto americano che non ha procurato altro che fallimenti.

Attualmente nelle scuole americane si spende un miliardo di dollari all'anno per gli psicologi che lavorano a tempo pieno per fare diagnosi ed etichettare i bambini con "disturbi dell'attenzione" e si spendono più di 15 milioni di dollari in "trattamenti". Per promuovere questa industria, si pubblicano libri che sostengono teorie infondate sulle "malattie" mentali infantili e l'uso di psicofarmaci come "soluzione".

Ne nostro Paese negli ultimi tre anni è enormemente aumentata la propaganda sui disturbi mentali infantili, è stato dato il via agli screening nelle scuole a fasce d'età sempre più basse, ed ora vengono sventagliate percentuali ed attuati piani per i "trattamenti" sotto la voce di "prevenzione"; è quadruplicato nel biennio 2000-2002 il consumo di psicofarmaci fra i giovanissimi con i primi casi di danni per diagnosi errate e gravi effetti collaterali.

Questi programmi di prevenzione negli USA, fatti passare falsamente come necessari per supportare la scuola, o fermare l'abuso di droghe, o diminuire il comportamento suicida e la bassa "autostima", per più di 40 anni, sono stati un fallimento aggravando in realtà tali problemi come dimostrano i casi di suicidi e omicidi e violenza in aumento.

I responsabili del "programma psicologico TeenScreen", in uso nelle scuole degli Stati Uniti, sostengono che il fatto di identificare e "curare" i bambini "a rischio" può evitare i casi di suicidio. Ciononostante, un rapporto pubblicato in Nevada nel 2003 riferisce che il 31% degli studenti sottoposti in passato a screening è in terapia; il 9% vede regolarmente uno psichiatra e sta prendendo psicofarmaci e l'1% ha già tentato il suicidio. In seguito allo screening della depressione sono state compilate sessanta milioni di prescrizioni per antidepressivi negli Stati Uniti: circa il dieci per cento della popolazione americana, compresi un milione e mezzo di bambini.

Diane Alden, analista ricercatrice con un background in scienza e di economia politica, su Education Reporter del 2001, scrisse: "Prima che iniziasse il movimento nazionale di autostima, i bambini si guadagnavano autostima, o la assorbivano in modo naturale dai loro genitori. Quando facevano qualcosa, sia che avessero ricevuto o meno, una lode per questo, essi comprendevano di aver fatto qualcosa di buono. Tuttavia, man mano che i sociologi e gli educatori degli anni '60 applicavano le teorie psicologiche alle scuole, l'istruzione andò declinando. I risultati sono stati disastrosi. I punteggi dei test, la lettura e l'abilità matematica dei bambini americani hanno cominciato ad andare nella direzione della spirale discendente... Man mano che si va avanti, sempre più scienziati credono che questa autostima esagerata possa veramente essere una delle cause della violenza nelle scuole pubbliche e altrove."

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, come già da diversi anni, continuerà a battersi perchè non accada anche in Italia un dilagare di diagnosi di questo genere attraverso programmi di prevenzione di disturbi mentali col pericolo di facili etichettature, trattamenti inappropriati e soffocando la spinta che promuove la ricerca di vere soluzioni e miglioramento.

Lasciamo ad ogni coscienza trarre le proprie conclusioni, ma... si esorta ad osservare i fatti.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani


Depressione, malattia da curare

20 aprile 2005

In relazione all'articolo da voi pubblicato, con una firma di un sedicente comitato sulla depressione, preciso quanto segue:

  • L'on. Maria Burani Procaccini ha parlato di circa 800 mila giovani depressi: il dato non solo è reale, ma è dichiaratamente sottostimato, giacchè il numero delle persone depresse in Italia è di 5 milioni (uno su dieci);
  • la statistica non è affatto altisonante, ma parte dal presupposto longitudinale della presenza di almeno (sottolineo almeno) il 20% di giovani nella popolazione depressa: è la percentuale minima indicata dalle ricerche dell'American psychiatric Association, valida per tutti i paesi occidentali;
  • Continuare a relativizzare le cifre in questo campo è un esercizio assai pericoloso.

Il prof. Giovanbattista Cassano recentemente ha dichiarato che il numero complessivo di persone che soffrono di disturbi mentali o che hanno sofferto di tali patologie (includendo ansia, disturbi di personalità, etc.) è del 55% in Italia: avete letto bene, proprio il 55%.

La casistica riprodotta è la sintesi di dati incrociati rigidi. Perpetuare il discorso della depressione come fatto esistenziale e non considerarla una malattia da curare è un fatto grave e scorretto: lo è a tutti gli effetti e si può curare.

È questo il messaggio che più ci interessa.

Saluti.
Mario Campanella - Capo Ufficio Stampa on. Maria Burani Procaccini


Il mio babbo è più forte del tuo

10 maggio 2005

Sul tema ADHD pare proprio che l'addetto stampa dell'On. Maria Burani Procaccini, sia rimasto senza argomentazioni.

Infatti, anziché rispondere ai quesiti e alle precise richieste di prove scientifiche da me poste in un precedente scritto (... "confondere una sintomatologia con una malattia" ... "Di quali prove parliamo? Di quelle usali in ambito medico e scientifico: test biologici con sufficiente specificità e sensibilità. Se questi esistessero i fautori della ADHD cesserebbero di fare diagnosi con test basati unicamente su domandine - a cui i compilatori rispondono - sul comportamento del bambino", ecc.), scende sul piano dell'insulto personale.

Ribadisco: una sintomatologia non è una malattia ed una entità nosologica non è una malattia per il semplice fatto che "qualcuno ne soffre", così come il dolore non è una malattia, ma un sintomo.

Rimando quindi alla lettura di qualche testo di semeiotica medica, così che abbia la possibilità di chiarire ulteriormente questi concetti elementari di medicina. Ad esempio nel noto "Dioguardi - Sanna, Moderni aspetti di semeiotica medica" (testo adottato in molte università italiane), potrà trovare a pagina 2, un semplice quadro riassuntivo che permette forse di comprendere le differenze terminologiche e di significato.

Non ho mai parlato di genitori che "godono" a dare psicofarmaci ai loro bambini; certamente confondere una sintomatologia con una malattia e poi proporre rimedi sintomatologici facendo passare il tutto come "cura della malattia" è un imbroglio ai danni sia dei bambini che dei genitori.

Non sono io che propago "menzogne scientifiche"; difendo semplicemente i principi elementari della scienza e di quella medica in particolare. Sono sempre disposto ad esaminare prove scientifiche serie, anzi le chiedo a gran voce! Sono anche, come ho già detto più volte, disponibile ad un pubblico dibattito!

Sino ad ora non ho ricevuto prova alcuna (eppure le ho chieste e ho persino specificato quali sono o dovrebbero essere): solo chiacchiere altisonanti, insulti e strepiti.

L'ho già detto e lo ribadisco: datemi prove scientifiche e sarò il primo a darvi ragione.

Inoltre il nemico, almeno dal mio punto di vista, non è il farmaco: faccio il medico e di farmaci ne prescrivo tutti i giorni! Il vero nemico è il tradimento della metodologia scientifica.

Grida e insulti non servono a nessuno, se non come ultima spiaggia quando si è rimasti privi di argomentazioni.

Non rispondo pertanto agli insulti, nemmeno al commento che io sia "legato a Scientology", nota evidenziata con spregio nel testo di Mario Campanella e che, oltre ad essere del tutto irrilevante nel merito della questione ADHD, può solo avere assonanza con scritti, con riferimento agli ebrei, che apparivano spesso nella Germania nazista.

Chi riveste un ruolo istituzionale dovrebbe almeno pensare prima di scrivere.

Chissà, forse un giorno arriveranno anche risposte serie e non strepiti che assomigliano solo alle urla di un bimbo arrabbiato, del genere "il mio babbo è più forte del tuo!" e che in un bimbo possiamo certamente perdonare.

Dr. Roberto Cestari
Presidente per l'Italia del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'Uomo - ONLUS
www.ccdu.org

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