La legge marziale e la democrazia

Pubblicato da Redazione il 13 Febbraio 2008
Rubrica:

«Trovi che vada un po' oltre la mera coincidenza il fatto che il Senatore John D. Rockefeller IV, il democratico della Virginia dell'Ovest a capo del comitato sull'intelligence, sia stato un fautore chiave del piano avallato dalla Casa Bianca e approvato martedì che darà l'immunità alle aziende che, cooperando con il governo nell'espletare una sorveglianza senza mandato sui cittadini americani, violano i diritti costituzionali degli americani?

Questa legge in effetti fa a pezzi illegalmente il Quinto Emendamento. La costituzione non può essere modificata o emendata legalmente da un atto del Congresso o da un'ordinanza del Presidente.

Poiché la maggior parte degli americani non conosce i propri diritti, l'attuale gruppo di fascisti alla Casa Bianca e i loro amici galoppini del Congresso fanno quello che gli pare e piace con la Costituzione e i nostri diritti.»

Dennis H. Clarke, Florida

Intercettazioni senza mandato, carcerazioni segrete, torture legalizzate: sapresti trovare uno scenario migliore per un film di fanta-politica o per un remake in chiave moderna dei misfatti dell'inquisizione? Eppure questo è quanto sta succedendo in questi giorni nella più grande democrazia del mondo: negli USA sta venendo introdotta la legge merziale senza chiamarla per quello che è, facendo leva su paure create ad arte e sul patriottismo insito negli americani.

E in Italia come va? Sull'onda dell'11 settembre si tentò subito di introdurre misure liberticide (vedi ddl Meduri e Burani Procaccini sulla reintroduzione del reato di plagio o manipolazione mentale). Ora ci sono buone probabilità che al governo torni quel Berlusconi che non ha mai nascosto le proprie simpatie filo-americane, lanciandosi a capo fitto a fianco di Bush nelle sue scellerate campagne militari. Porterà anche da noi una legge marziale camuffata?

Non che con i Prodi della sinistra le cose andrebbero meglio. Prodi, assieme al compagno di merende Mario Draghi, è notoriamente sul libro paga della Goldman Sachs e quindi, in ultima analisi, di quel John D. Rockefeller IV estensore della legge americana sulle intercettazioni, paladino del più becero capitalismo... ma questi leader della sinistra non dovrebbero fare gli interesso dei compagni lavoratori? E invece usano la putrefatta contrapposizione lavoratori/padroni per far si che siano gli stessi "compagni" a difendere un governo e una politica a totale ed esclusivo vantaggio del gotha capitalistico mondiale, le banche, le uniche che in questo anno e mezzo di governo Prodi si sono arricchite!

Ma queste cose la gente le vede? Mah...


Il Senato approva la legge per aumentare
la capacità di spionaggio degli USA

Di Eric Lichtblau del New York Times
Pubblicato: 13 febbraio 2008

WASHINGTON - Dopo oltre un anno di accese dispute politiche, il Senato ha dato alla Casa Bianca una grande vittoria votando martedì per ampliare la capacità di spionaggio del governo, dopo aver fornito protezione legale alle aziende telefoniche che hanno cooperato nel programma di intercettazioni senza mandato del Presidente Bush.

Il Senato ha respinto una serie di emendamenti che avrebbero ridimensionato la capacità di sorveglianza del governo e avrebbero eliminato l'immunità per gli operatori telefonici, votando in modo convincente - 69 a 29 - la fine del dibattito per portare il progetto di legge alla votazione finale. Votazione che è stata quasi identica: 68 a 29.

La Casa Bianca ha già rifiutato l'idea dell'immunità per le aziende telefoniche, e i leader democratici hanno reagito con rabbia al voto del Senato. Tuttavia alcuni funzionari congressuali hanno detto che sembra che la Casa Bianca alla fine sarà forzata ad accettare qualche tipo di protezione legale per gli operatori telefonici durante i negoziati di questa settimana tra le due camere.

Il dibattito al Senato è equivalso a un voto per procura non solo sul programma presidenziale di intercettazione telefonica senza mandato, ma anche su una serie di altre questioni che hanno saggiato l'autorità del presidente in tempo di guerra, dalla detenzione segreta alle intercettazioni. Questa discussione in effetti presagisce al dibattito sulla sicurezza nazionale che si svilupperà quest'anno alle elezioni presidenziali e congressuali.

Il Senatore Christopher J. Dodd del Connecticut, che ha parlato al Senato per oltre 20 ore nel tentativo fallito di ritardare la legge sulle intercettazioni, ha detto che il voto sarà ricordato dalle generazioni future come un test per vedere se la nazione presta attenzione "alle regole della legge o alle regole degli uomini."

Assieme ai democratici che hanno disertato il piano della Casa Bianca, ha riconosciuto che la questione della sicurezza nazionale ha vinto in Senato, perfino tra i colleghi democratici. «Sfortunatamente, coloro che sostengono questa nozione che devi rinunciare alle libertà per essere più sicuro apparentemente prevalgono.» ha detto Dodd. «Stanno convincendo la gente che siamo a rischio o politicamente, oppure come nazione

Con la resistenza guidata da Dodd e dal Senatore Russ Feingold del Wisconsin, i critici del programma dell'amministrazione hanno argomentato che in effetti essa ricompensa le aziende telefoniche fornendo loro protezione legale per azioni che violano la legge consolidata e le loro responsabilità fiduciarie verso i propri clienti. L'immunità proteggerebbe le aziende telefoniche da circa 40 cause nelle quali sono accusate di aver infranto la legge prendendo parte al programma.

Tuttavia i sostenitori del piano dicono che gli operatori telefonici hanno agito per patriottismo dopo gli attacchi dell'11 settembre, in ossequio a ciò che essi hanno ritenuto in buona fede essere un ordine legalmente vincolante del presidente. I republicani sono stati capaci di guadagnare il sostegno di 19 democratici e del Senatore Joseph I. Lieberman del Connecticut. I leader democratici hanno accusato i repubblicani di usare tattiche intese a creare una paura prefabbricata.

«Questo, credo, è il modo corretto di trattare la sicurezza della nazione» ha dichiarato il Senatore John D. Rockefeller IV, democratico della Virginia dell'Ovest che presiede il comitato sull'intelligence e che è stato un fautore chiave del piano appoggiato dalla Casa Bianca approvato martedì.

Oltre a fornire l'immunità, la misura del Senato amplierebbe anche la capacità di sorveglianza del governo consentendo all'Agenzia per la Sicurezza Nazionale e alle agenzie di intelligence l'utilizzo di ordini ampi - senza bisogno di ottenere prima delle ordinanze dal tribunale - per intercettare gruppi di obiettivi stranieri, piuttosto che usare mandati individuali.