Caverna e cavernicoli del gossip

Negli ultimi giorni, navigando sul web, mi sono imbattuto casualmente in alcune pagine, diverse tra loro ma collegate, che mi hanno fatto pensare parecchio. Il filo conduttore che legava queste pagine era Scientology, la filosofia religiosa sviluppata dall'americano Hubbard, ma il pensiero che ne è scaturito riguarda la menzogna insita nell'ignoranza contrapposta alla verità insita nella conoscenza, nella Cultura (con la C maiuscola).

Ne è scaturito un ragionamento, sempre più convinto, di quanto futile e negativo sia il ruolo dei cosiddetti mass-media nel forgiare il comune sentire, il comune pensare, la tanto invocata quanto buggerata opinione pubblica. Certo, maggiore è l'ignoranza, la bassa cultura, più facile sarà inculcare gli stereotipi pseudo-culturali proposti da detti mass-media e dai loro padroni.

Il tutto è nato da un trafiletto pubblicato su un sito di gossip (che non è l'unico e nemmeno il peggiore) nel quale è riportato che l'attrice/cantante Juliette Lewis sostiene che la sua vita è cambiata in meglio dopo aver abbracciato Scientology. Tuttavia, il relatore dr. apocalypse usa l'espressione "secondo la Lewis", quasi a sottintendere che l'affermazione è dubbia, basandosi sull'opinione della lewis. Poco importa che la Lewis stia parlando della propria vita e sia quindi l'unica e più autorevole fonte degna di credito in proposito. Ma ciò che mi ha maggiormente stupito è la vacuità, condita a cattiveria gratuita, che traspare dai "commenti dei lettori" alla succitata notizia.

La cosa, comunque, di primo acchito non mi ha interessato. Abbandonato il blog gossiparo in questione per continuare una mia ricerca sulla "mala-giustizia" sono entrato (quando si dice che il destino ci mette lo zampino) nella pagina "Bufera su Scientology? Ma per cortesia! - Scientology e la Carta (disattesa) dei doveri del giornalista". Lì per lì ho creduto di essere entrato in un sito propagandistico di Scientology, ma un'analisi più attenta mostrava che si trattava del sito di Criminologia curato dal Prof. Saverio Fortunato, specialista in Criminologia Clinica, docente di Devianze all'Università di L'Aquila, docente di Criminologia Clinica al Dottorato di Ricerca di Criminologia dell'Università Ludes di Lugano. La cosa si è fatta curiosa, intrigante, e ho letto con interesse le tesi del Prof. Fortunato.

«Le sentenze devono emanarle i giudici non i giornalisti

Beh, ormai siamo abituati a vedere i processi nei talk show televisivi, più che nelle aule dei tribunali. Gli imputati si difendono dal processo, anziché nel processo perché la spettacolarizzazione dell'accusa fa vendere giornali e aumenta l'audience in Tv. Le sentenze non le scrivono solo i giudici, perché i processi sono lunghi, ci pensano sommariamente i giornalisti. Un bel titolo roboante [...], un articolo pomposo, sommando mezze verità con mezze falsità e oplà! "Faites vos jeux, messieurs!". Sotto a chi tocca!
A che serve aspettare il processo? Ci vogliono anni, invece, oplà, ci pensa la carta stampata o il telegiornale, in perfetto stile d'intrattenimento, come nei villaggi-vacanza. Il giornalista ti strilla subito l'accusa di colpevolezza a grandi titoli, poi col tempo se sarai assolto, bene che ti vada avrai tre righe in ultima pagina, altrimenti a chi vuoi che importi se un innocente è stato accusato ingiustamente?»

Interessante punto di vista, ma vallo a spiegare al dr. apocalypse e ai lettori e commentatori del suo blog, o a giornalisti più illustri, ma non meno irrispettosi della "carta dei doveri del giornalista".

Certo, il livello culturale di persone che frequentano abitualmente i blog di gossip (o che leggono abitualmente le riviste di gossip) non è da paragonare a quello di un Prof. Fortunato. Da una parte il semplice nulla, che viene riempito dal gossip e dalla Tv-spazzatura, trasformando il gossip-dipendente in un veicolo di menzogne sulla base dei si dice. Dall'altra una conoscenza profonda dei classici, della filosofia, del diritto, una conoscenza imperniata sull'uso corretto del significato delle parole, che porta a sollevare il velo della menzogna per lasciare il posto a qualcosa solitamente di più vero, da cui si trae la forza per difendere i diritti propri e altrui.

«La differenza è semplice - chiosa salinalibera commentando la notizia su Juliette Lewis - una è una religione (cattolica), l’altra [Scientology] è una setta. Compreso questo capito tutto.»

Come volevasi dimostrare (sic!).

Ironia della sorte, mi è capitato anche di leggere recentemente sul Corriere di uno studio condotto dai ricercatori della Washington University di St. Louis (Wusl) e dell'University of Arizona, pubblicato sul «Journal of Psychological Sciences», che afferma «Gossip bocciato, fare discorsi profondi rende più felici [...] i livelli di felicità diminuiscono se i discorsi si fanno banali o si riducono a meri pettegolezzi».

Di nuovo, vallo a spiegare al dr. apocalypse e ai lettori del suo blog (ehi, salina, compreso questo capito tutto!), o a giornalisti più illustri che si guadagnano da vivere sparlando a destra e a manca in barba a qualsiasi "carta dei doveri del giornalista".

Non essendo un appassionato di gossip, bensì di letture di tutt'altro genere, in questi giorni sto leggendo il libro del Prof. Marco Vannini "Prego Dio che mi liberi da Dio - La religione come verità e come menzogna", un viaggio nel sapere filosofico-religioso occidentale, da Platone a Simone Weil, passando tra gli altri per Sant'Agostino e Meister Eckhart, una lettura che raccomando caldamente, ma dubito che il dr. apocalypse o salinalibera la possano trovare altrettanto interessante quanto l'ululare alle ombre della loro moderna caverna platonica.