Psicofarmaci nel latte per neonati

Pubblicato da Tarlo il 6 Dicembre 2005
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bimbo con biberon

Questo nome mi tormentava e non riuscivo a capire dove già lo avevo letto: Isopropyl ThioXantone, "l'inquilino scomodo" trovato nel latte per neonati nelle confezioni che ogni genitore poteva acquistare nei negozi italiani ed europei.

Finchè mi è venuto in mente di consultare qualche vecchio libro di medicina, e lì ho trovato una possibile risposta: Tioxantene, un farmaco descritto nel libro "Farmaci antipsicotici" del 1981, Edizioni Ermes.

Ed allora ho approfondito la ricerca: il Tioxantene è descritto anche nel "Trattato di psichiatria" di Romolo Rossini del 1971, Cappelli editore, e in "Modern Synopsis of psychiatry" del 1972, ed altri studi che non sto ad elencare.

Ma cos'è il Tioxantene? Nelle pubblicazioni mediche viene descritto come un potente antipsicotico, uscito dai laboratori farmaceutici per la prima volta negli anni '50 del novecento, ed indicato per la cura dei "malati mentali" quali schizofrenici, maniaci, depressi, o quant'altro possa venire in mente ad uno psichiatra che voglia giustificare la sua laurea.

Questo farmaco ha effetti collaterali distruttivi e crea dipendenza. Come ha fatto a finire nel latte per bambini? Già è pazzesco che ci finisca un inchiostro e ci raccontino che tanto non fà male, se poi si dovesse confermare che si tratta di una droga psichiatrica lo scenario che si apre sarebbe da film dell'orrore: il bambino piange perchè ha fame, la mamma gli prepara il latte, il bambino lo ingerisce e poi dorme.

E se il sonno fosse artificiale? Come se ne potrebbe accorgere la mamma? Lei continuerebbe a comperare lo stesso prodotto perchè "...al bambino piace tantooo ...", e quando all'asilo l'infante comincia a fare i capricci senza apparenti motivi (forse in astinenza perché gli hanno cambiato il latte) la mamma lo porta dal pediatra, che non trovando segni medici lo dirotta dal neuropsichiatra infantile, e sappiamo che le terapie psichiatriche non esulano mai dal trattamento farmacologico.

Il bambino cresce e inizia la scuola, dove ormai sono di moda gli screening psichiatrici: ed anche qui ci può scappare una qualche altisonante diagnosi che giustifica un'altro trattamento. Giunto all'adolescenza, quel bambino diventato ragazzino comincia a "curarsi" da solo, con eroina e cocaina. Sono andato troppo oltre? Ho esagerato?

E allora perchè negli Stati Uniti, dove i bambini trattati con psicofarmaci superano i dieci milioni, si sta correndo ai ripari da quando eminenti studi hanno dimostrato che un bambino che abbia assunto medicinali così potenti in età pediatrica ha tre volte maggiori possibilità di diventare tossicodipendente in età adulta? Perchè ci sono famiglie che hanno portato in tribunale lo psichiatra, dopo che il loro figliolo si era suicidato in conseguenza alla cessata somministrazione di droghe psichiatriche?

Ma torniamo al latte di casa nostra: ThioXantone e Tioxantene sono la stessa cosa? Oppure in chimica un semplice cambio di vocale sta ad indicare due prodotti completamente differenti tra loro? Ma è possibile che nessun medico abbia notato l'assonanza del nome dei due prodotti ed abbia portato avanti una approfondita analisi, Ministero della Salute in primis?

Come avrete notato, la notizia del latte inquinato è ormai relegata in quarta pagina nei quotidiani, e quasi scomparsa dai telegiornali: qualcuno vuole insabbiare la faccenda, inchiostro o farmaco che sia? Anche in questa ipotesi mi abbandono a voli pindarici? E allora vi riporto la memoria al Lipobay, quel farmaco al centro di violente polemiche nel 2001 per presunte morti ad esso correlate, e poi scomparso dalla scena mediatica perché il dramma delle Torri Gemelle occupava tutti gli spazi disponibili.

Oppure al Voixx, antidolorifico ritirato dal mercato perché aumentava sensibilmente il rischio d'infarto. O il Celebrex, altro antidolorifico sospettato di causare problemi cardiovascolari, e via con un elenco che sembra non finire mai. Qualcuno di noi è mai stato informato sul come sono finite queste inchieste, se c'era del vero o erano bufale, se i morti erano da addebitare a questi farmaci oppure no?

Ecco, il problema è proprio questo: se nessuno di noi cittadini continua a soffiare sul fuoco dell'informazione, la fiamma si spegnerà e tutto finirà nell'oblio, come già accaduto in passato. E ogni volta muore un pò della nostra speranza in un mondo migliore.

Il Tarlo

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