Lettera aperta a due vigili urbani

Pubblicato da Redazione il 15 Febbraio 2003
Rubrica:

Carissimi Emilio e Barbara,

ci siamo conosciuti il 15 gennaio 2003 alle ore 11,50, allorquando a seguito di un controllo risultò che la mia autovettura non era mai stata soggetta a revisione, e che da un anno esatto (gennaio 2002) stavo andando "impunemente" in giro con l'auto non revisionata. Ah, quale onta, che razza di criminale! Ma mi avevate beccato! Questa volta non l'avrei passata liscia, questa volta il bene e la giustizia avrebbero trionfato sul male!

A mia discolpa vi ho mostrato il libretto di manutenzione della mia autovettura dal quale risultava inequivocabilmente che, per ben cinque anni, avevo effettuato tutti i tagliandi in concessionaria ogni 15.000 km, l'ultimo dei quali assai completo, includeva anche tutti e quattro i pneumatici, era datato 12 dicembre 2002 e mi era costato oltre 1.600,00 €. Era evidente la mia totale buona fede nell'ignorare che la macchina dovesse essere sottoposta a revisione, poiché confidavo nella concessionaria, di solito molto precisa e puntuale (è una nota marca tedesca), per espletare questioni simili. Sicuramente non sono stati i 25,82 € della revisione che mi hanno "impedito" di eseguirla.

Ebbene, avete entrambi preso atto di quanto da me asserito, concordando che la concessionaria mi aveva fatto un cattivo servizio, avete comunque potuto constatare che sono un automobilista coscienzioso che, per la sicurezza mia e degli altri automobilisti, mi rivolgo solo alla concessionaria e tengo in perfetta efficienza il mio mezzo senza badare a spese. Sapevate che ero in quel luogo per lavoro, a ben 600 km da casa, e sapevate che senza macchina non potevo lavorare. Potevate "chiudere un occhio" e "consigliarmi" di fare la revisione appena rientrato a casa, ma avete preferito applicare inesorabilmente la legge e mi avete ritirato il libretto di circolazione ai sensi dell'art. 80 C.d.S., dicendomi che sarei dovuto rientrare a casa il giorno stesso, ma che non avrei potuto utilizzare l'autostrada.

Il 15 gennaio era un mercoledì, vi dissi che avevo appuntamenti con clienti fino al venerdì successivo e non potevo abbandonare tutto così e rientrare a casa. Ve ne siete fregati, orgogliosi del vostro operato al servizio della "comunità". Vi dissi che voi avreste dovuto essere al servizio dei cittadini e che io ero un cittadino, ma con il vostro comportamento mi sembravate piuttosto al servizio di qualche potere insensato ed irragionevole, a mo' dei Bravi del Manzoni. Ma tant'è: voi eravate dalla parte della ragione, io, purtroppo, da quella del torto.

Consci delle lungaggini della burocrazia e, forse, di aver agito in modo un po' troppo fiscale, mi avete gentilmente fornito un numero telefonico del Comando dei Vigili affinché io potessi cercare di sveltire la pratica per la riconsegna del libretto di circolazione ed effettuare così la revisione.

Telefonando a tale numero sono venuto a sapere che il 17 gennaio 2003 il libretto di circolazione era stato inviato dal Comando dei Vigili alla Motorizzazione di zona.

Il 21 gennaio 2003 ho telefonato alla Motorizzazione per sapere se il libretto fosse stato spedito presso la Motorizzazione di competenza, o per lo meno quella più vicina alla mia residenza. L'impiegata mi ha risposto che per spedire il libretto presso qualsivoglia sede della Motorizzazione Civile era necessaria una mia richiesta scritta con tanto di marca da bollo da 10,33 €, da inviare a mezzo raccomandata A.R.

Il 22 gennaio 2003 ho inviato la richiesta a mezzo raccomandata A.R. L'operazione, tra una coda e l'altra, ha richiesto un paio d'ore. Fortunatamente faccio un lavoro in proprio per cui posso disporre del mio tempo a piacimento, ma se fossi stato un dipendente avrei dovuto chiedere mezza giornata di permesso di assenza dal lavoro per "fare una raccomandata".

Il 24 gennaio 2003 la raccomandata è stato recapitata alla Motorizzazione detentrice del mio libretto di circolazione.

Il 27 gennaio 2003, stando alla dichiarazione telefonica dell'impiegata, il libretto è stato spedito alla Motorizzazione da me indicata nella richiesta.

Il 05 febbraio 2003 il libretto è stato ricevuto dalla Motorizzazione da me indicata per fare la revisione.

Il 06 febbraio 2003 mi sono recato presso detta Motorizzazione, ho compilato il modulo per la richiesta di revisione, sono andato in posta a versare i 25,82 € per la revisione più altri 12,91 € per la procedura d'urgenza da me richiesta. Anche in questo caso se fossi stato un dipendente avrei dovuto chiedere mezza giornata di permesso di assenza dal lavoro. Ma non è finita! Perché la revisione è stata effettuata il 07 febbraio 2003, per cui ho dovuto passare un'altra mattinata lontano dal lavoro. E se fossi un dipendente... capito?!

Io sono stato fermo per 23 giorni!

Per questa storia del libretto di circolazione, nonostante tutti i soldi spesi per fare i tagliandi (che sono poi la migliore garanzia che la macchina è efficiente), per ben 23 giorni non ho potuto circolare e, quindi, non ho potuto lavorare. In pratica sono stato condannato e punito lì, sui due piedi, da due vigili arroganti e poco comprensivi, senza nessuna possibilità di difesa. E ora chi mi rimborsa del danno economico subito?

In alternativa, per non perdere il lavoro, avrei potuto circolare ugualmente, conscio che se fossi stato fermato un'altra volta da personaggi altrettanto solerti, il reato da me commesso in questo caso non sarebbe più stato amministrativo bensì penale, con tanto di sequestro del veicolo e processo.

Quanto sopra esposto è solo un esempio. Mi scuso per l'acidità a volte espressa, ma sono veramente contrariato. Tuttavia la cosa più preoccupante è che un tale modo di amministrare la giustizia è all'ordine del giorno. Ma è proprio questa la giustizia che vogliamo?

Lettera firmata