Lasciate che i bambini vengano a me...

Pubblicato da Redazione il 20 Ottobre 2002
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Con questa frase Gesù esortava coloro che potremmo definire gli addetti alla sicurezza e all'ordine del tempo, di permettere che i bambini lo circondassero con le loro urla, i loro schiamazzi e la loro gioia di vivere.

Naturalmente i tutori dell'ordine stavano invece tenendo i bambini lontani poiché innatamente incapaci di ubbidire o di stare in fila in silenzio come fanno gli adulti. Pur nella loro ottusità, quei tutori dell'ordine sapevano che la disubbidienza, la vivacità, l'essere scanzonati sono caratteristiche proprie della giovane età, vivaddio!

Questi insegnamenti sono contenuti nel Vangelo e dovrebbero essere conosciuti dai cattolici, specialmente da quelli praticanti.

Il dottor Raffaele D'Errico - Pediatra, e la moglie dottoressa Giulia Rossana Riccio - entrambi promotori del Progetto ADHD Parents for Parents, sembrano pensarla in modo diverso e sul sito dell'AIFA, oltre a declamare le proprie virtù di credenti praticanti, promuovono con veemenza il Progetto Ritalin, la cosiddetta pillola dell'obbedienza, per sconfiggere quel "terribile male" che ha colpito uno dei loro figli, suffragando il loro impegno "sociale" con un'udienza avuta dal Santo Padre per "benedire" il Progetto. Sul loro sito l'evento viene così raccontato:

Presentazione al S. Padre Giovanni Paolo II del Progetto ADHD "Parents for Parents"

Raffaele D'Errico e Giulia Riccio - 20 ottobre 2001

"Che bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso atteggiamento di servizio! Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore, senza la minima divisione nella carne e nello spirito, insieme pregano, insieme si inginocchiano e insieme fanno digiuno. S'istruiscono l'un l'altro, si esortano l'un l'altro, si sostengono a vicenda. Stanno insieme nella santa assemblea, insieme nella mensa del Signore, insieme nella prova, nella persecuzione e nella gioia".

«Sono le parole di Tertulliano, scrittore cristiano dei primi secoli. La famiglia comincia dall'intimità della vita coniugale, dal sacramento con cui la Chiesa benedice due persone che si scelgono per la vita. Ascoltiamo la testimonianza di una coppia che ha fatto questa scelta.

Santo Padre, siamo qui per testimoniare la nostra esperienza di sposi cristiani, di chi come noi ha creduto nell'Amore e condivide quotidianamente tutte le difficoltà, le sofferenze i momenti di stanchezza, ma anche i momenti di grazia della vita.

Dopo 13 lunghi anni di fidanzamento, 11 di matrimonio, con i figli che il Signore ha voluto donarci, siamo qui a raccontare che due persone così diverse, possono misteriosamente continuare ad amarsi per tanto tempo, con un amore che è sempre nuovo e sempre bello.

Noi viviamo l'esperienza impegnativa di un figlio "problematico", che ci ha spinto a chiederci perché, e perché proprio a noi. ADHD. È l'acronimo di un disturbo molto diffuso in tutto il mondo e che colpisce circa il 4% dei nostri bambini, di quelli che ci scorazzano attorno tutti i giorni, bambini difficili, iperattivi, che nessuno vorrebbe tenere: irascibili, in continuo movimento, sempre disattenti, che infastidiscono i compagni in classe, in palestra, alle feste, nei negozi. Sono bambini spesso dotati di grande intelligenza e intuitività, ma che a scuola proprio non rendono che vanno seguiti con amore, dedizione, attenzione, generosità. Con tanta pazienza.

Abbiamo avuto la fortuna di ricevere la giusta diagnosi e di intraprendere l'opportuna terapia, ma il massimo dei risultati è arrivato quando abbiamo capito che la migliore cura era l'affetto, il calore umano e la dedizione ai figli nella vita quotidiana, facendo così "grandi le cose di tutti i giorni".

Abbiamo così imparato che dietro ad ogni esperienza, apparentemente brutta, dolorosa, che ti spinge a caricarti di una croce talvolta forse troppo pesante, si nasconde sempre un misterioso disegno che è intriso di un amore profondamente misterioso.

Per i genitori di bambini ADHD la vita quotidiana diventa troppo spesso un calvario e una dura prova, che può mettere in crisi la coppia per le incomprensioni, le difficoltà e l'emarginazione sociale a cui per anni sono sottoposti. Noi abbiamo sentito la necessità di essere vicini a quelle famiglie e a quei bambini che vivono la nostra stessa esperienza. È nato così il nostro impegno per sostenere e aiutare i bambini affetti da ADHD e soprattutto le loro famiglie, cercando di riportare la gioia e la serenità in chi, fino a quel momento, aveva creduto di vivere un triste e immutabile destino.

Non è una strada facile, è un cammino quotidiano fatto di cadute, di fatica, di sofferenza. Ma siamo qui a testimoniare che come noi esistono tante altre coppie, tante famiglie che vivono con dedizione e semplicità questo cammino. Chiediamo la Sua preghiera Padre Santo e ci sentiamo sostenuti dall'amore di chi, più di ogni altro, ci ha insegnato che dalla disperazione e dal dolore può nascere la speranza e la gioia».

I coniugi D'Errico hanno detto al Santo Padre che l'ADHD colpisce il 4% dei nostri bambini, il che su scala nazionale significherebbe almeno 350mila casi di bambini affetti da ADHD. Tuttavia in un articolo del quotidiano Il Resto del Carlino dell'11-10-2002, leggiamo che:

Secondo Franco Tancredi, presidente della Società italiana di pediatria (la stessa Società alla quale D'Errico vanta l'appartenenza), la sindrome ADHD è invece «una patologia abbastanza rara e i casi, in Italia, non sono più di 250». Il vice ministro della Salute Antonio Guidi, dal canto suo, ammonisce: «Guai se gli psicofarmaci diventano una scorciatoia per genitori e insegnanti».

Giuseppe Dall'Acqua, direttore del Dsm di Trieste, dice che l'abuso, esploso in termimi di autentico problema sociale negli Usa, è dietro l'angolo: «Sono assolutamente contario all'uso di qualsiasi psicofarmaco come routine e prevenzione: utilizzare il Ritalin per prevenire l'ADHD è, come li definiva Basaglia, un crimine di pace».

Secondo la Drug Enforcement Agency, il commercio del "Ritalin" «rappresenta uno dei maggiori business di tutto il mercato farmaceutico». Negli Stati Uniti, da anni, tiene banco la polemica, alimentata anche da cause civili, contro la cosiddetta «pillola dell'obbedienza». Ora si parla apertamente di abuso perché sono almeno 10 milioni i bambini e gli adolescenti trattati con questo farmaco. Si è passati infatti dalle 2,8 tonnellate vendute nel 1990, alle 15,3 tonnellate vendute nel 1997. Si calcola che solo in cinque anni, tra il '90 e il '95, le vendite del "Ritalin" siano aumentate del 600%, con un fatturato annuo che supera i 2 miliardi di dollari.

"I bambini hanno l'argento vivo addosso" dicevano i nostri saggi vecchi. Come mai i cattolicissimi coniugi D'Errico scambiano la vivacità dei piccoli con una forma di malattia mai dimostrata? Eppure il dottor D'Errico è un pediatra, e di bambini dovrebbe capirne qualcosa. Invece i dati da lui promossi vengono screditati dal presidente dei pediatri italiani, nonché dalla maggioranza della comunità scientifica mondiale. Per contro, è certo che "la malattia" in questione è un business colossale. Come lo spiega tutto ciò il D'Errico alla propria coscienza?

E come mai il Santo Padre, e il suo entourage, da credito a queste "malattie dei fanciulli" con tanto di udienza, e si fa (involontariamente?) sponsor della Novartis e dell'industria psicofarmaceutica, anziché rimandare la cura dei problemi dell'anima a pratiche più spirituali tipo l'amore, la comprensione e la tolleranza? Qual è, infine, il target? Generazioni future "ubbidienti" e tutte "in fila per tre?". Noi non siamo d'accordo!

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