Il businness della salute

Pubblicato da Redazione il 23 Ottobre 2002
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A livello mondiale quello farmaceutico è un business da 400 miliardi di dollari (dati riferiti al 2001-2002). Tradotto in euro fanno circa 410 miliardi. Ulteriormente tradotto in vecchie lire (per avere un termine di paragone familiare) superano abbondantemente gli 800mila miliardi. Una cifra colossale creata con delle "minuscole pillole".

Se si considera che le popolazioni del terzo mondo – quelle indigenti che muoiono di fame e di sete per intenderci, e che rappresentano 2/3 della popolazione mondiale – difficilmente potrebbero acquistare dei farmaci, se ne deduce che il fatturato delle multinazionali farmaceutiche viene intieramente realizzato nel restante terzo della popolazione mondiale, in quei paesi, cioè, definiti pomposamente avanzati, con i paesi industrializzati che fanno la parte del leone "mangiatutto" nonostante rappresentino solo circa 1/7 della popolazione mondiale.

Ciò significa che in Europa, nell'America settentrionale e in Giappone si consumano farmaci a mani basse, e questa non è una novità.

Un altro dato su cui riflettere è che l'utile netto del business farmaceutico si aggira sul 10% del fatturato, pari a 40 miliardi di dollari (80mila miliardi di lire), mentre le stime di crescita per i prossimi anni sono del 6-8%. Una bella cifretta per la quale vale la pena correre qualche rischio come immettere sul mercato farmaci pericolosi (vedi Lipobay) che anziché curare uccidono; come pagare profumatamente giornalisti e professori affinché esaltino le proprietà salvifiche di questo o quel farmaco (vedi sempre caso Lipobay-Bayer di cui si occupa il magistrato Guariniello); come drogare la popolazione con i vari Prozac e Ritalin; come creare malattie ad hoc del tipo ADHD. Ma l'elenco sarebbe infinito.

Ora la domanda è: come fa l'industria farmaceutica a sviluppare tali cifre? La risposta è purtroppo semplice: tramite oculate operazioni di marketing. Ciò significa, abbastanza tristemente, che l'industria farmaceutica "crea" le malattie (nel campo psichiatrico, ad esempio, c'è un volume completo, il DSM IV, che contiene un elenco impressionante di malattie inventate), e poi convince le persone di essere affette da tali malattie creando in questo modo i malati, cioè i loro clienti. Un esempio di questo è il Viagra: un "life style", un farmaco che influenza lo stile di vita; è bastato infatti far leva sulla sfera delle prestazioni sessuali con testimonial prezzolati che assicurano di essere tornati "ventenni" per trasformare il Viagra in un farmaco cosiddetto "blockbuster", in grado cioè di fatturare da solo oltre un miliardo di dollari.

Ci occuperemo più dettagliatamente del "racket" farmaceutico nelle rubriche della sezione "Salute". In questa sede volevamo solo segnalare la questione e far riflettere su questo punto: cos'è che interessa di più al mondo farmaceutico, il benessere e la salute degli individui o i propri bilanci e i propri introiti personali?