Sesso a scuola? No, grazie!

La lettera che abbiamo ricevuto, e che pubblichiamo qui di seguito, è l'ennesima testimonianza dell'ingerenza psichiatrica nell'educazione delle future generazioni, educazione intrisa di teorie discutibili, frutto di un disegno criminale di infausta matrice, come si può leggere nell'articolo MKULTRA: ieri ed oggi:

«La cultura Americana [...] si sta muovendo verso una "società sensoriale" [...] Una maggiore attenzione viene data all'esperienza sensoriale, minore invece alle filosofie razionali o a quelle orientate al lavoro. Una tale visione filosofica abbinata ai mezzi per separare il comportamento sessuale dalla riproduzione o dalla malattia, aumenterà indubbiamente la libertà sessuale [...] Appare ovvio che i giovani di oggi non siano più impauriti né dalla droga né dal sesso. D'altra parte, filosofi e portavoce dell'avanguardia propugnano l'esperienza sensoriale personale come la raison d'être della prossima generazione. Per terminare, ci stiamo dirigendo verso un'epoca in cui il lavoro significativo sarà possibile solo per una minoranza: in un'epoca simile gli afrodisiaci chimici possono essere accettati come mezzi comuni per occupare il proprio tempo. Sarà interessante vedere se la moralità pubblica nei prossimi 30 anni cambierà nella stessa misura in cui è cambiata negli ultimi 30.»

Poiché la succitata dichiarazione è datata 1967, noi la risposta, ora, la possiamo dare ed è affermativa, grazie anche all'introduzione delle lezioni di sessuologia nelle nostre scuole con l'apparente "benevolo intento" di aiutare i genitori ad affrontare problemi di "difficile trattazione" (ma come avranno fatto i nostri avi nei millenni precedenti senza la sessuologa?), mentre in realtà si inculca nei giovani le idee volute e pensate dalle gerarchie psichiatriche. E questo spesso ad opera di ignare dottoresse che non si sono ancora rese conto di essere lo strumento di una strategia globale di sottomissione del genere umano alla logica psichiatrica. Il proliferare di psicofarmaci (anche tra i giovanissimi), di droghe, di comportamenti sessuali all'insegna del "così fan tutti - anche i cani", l'aumento della criminalità minorile anche in seno alle cosiddette famiglie-bene, la generale mancanza di valori (universalmente denunciata ma non altrettanto universalmente affrontata) con conseguenti comportamenti qualunquistici miranti alla mera soddisfazione sensoriale personale, sono tutte prove che quanto diciamo non è "opposizione acritica o preconcetta" bensì l'analisi-denuncia di ciò che sta realmente accadendo sotto la maschera della scientificità adottata da certe categorie pseudo-mediche, pseudo-scientifiche e pseudo-educatrici. E se è vero che tre indizi fanno una prova, noi ci troviamo oramai di fronte ai cadaveri firmati!


Psicologi e psichiatri fuori dalla scuola

Mi è arrivata una comunicazione dalla scuola che frequenta mia figlia relativa a lezioni che dovrebbe tenere una "sessuologa". Per la naturale repulsione che provo per tutta la classe psicologico-psichiatrica di questo pianeta, ho pensato bene di diffidare il personale docente dal mettere in contatto la mia ragazzina con questi "scrutatori della mente" che rifanno ogni problema umano a "distorsioni della sfera sessuale", continuando a confondere la mente con il cervello. Sicuramente riceverò epiteti e scomuniche, ma poco importa: vi lascio leggere e giudicare, ai posteri l'ardua sentenza.

• Dott.ssa xxxxx
• Preside della scuola xxxxx
• Prof . xxxxx
• Prof. xxxxx
• Prof.ssa xxxxx
• Prof. xxxxx
• Prof. xxxxx
• Prof.ssa xxxxx
• Prof.ssa xxxxx
• Prof.ssa xxxxx
• Prof.ssa xxxxx

(località) 12 febbraio 2006
COMUNICAZIONE

Alle persone in indirizzo.

Con la presente vorrei affermare un principio sul quale non transigo: mia figlia xxxxx, sulla quale esercito legalmente patria potestà in quanto mia figlia naturale, non deve in nessuna misura ed in nessuna forma avere contatti con psicologi o psichiatri in ambito scolastico senza la mia autorizzazione scritta e specifica per ogni avvenimento.
Mi riferisco in questo caso alle ore di lezione che xxxxx avrebbe dovuto perdere per ascoltare una sessuologa, la dottoressa xxxxx, su temi che, in qualità di padre, ritengo di poter meglio affrontare e spiegare a mia figlia. Continuo a non comprendere perché psicologi e psichiatri debbano intrufolarsi nel programma didattico con strumenti che credo avrebbero forse uno scopo se somministrati a chi ne fa singola richiesta. Nessun professionista potrà mai conoscere mia figlia meglio del sottoscritto, e tanto meno spiegarle le problematiche della vita e come affrontarle.
Ritengo oltremodo sbagliato il messaggio che questi incontri lasciano intendere a genitori e figli, facendogli credere che esistano persone estranee in grado di aiutarli meglio ad affrontare le problematiche quotidiane. Se ogni genitore singolarmente decide di rivolgersi a psicologi o psichiatri, liberissimo di farlo: per quanto mi riguarda non accetterò mai una condizione del genere fino a quando il lume della ragione non mi abbandonerà.
Trovo anche assurdo che per seguire lezioni interessanti quali il latino si richiedano orari extra scolastici, mentre per diffondere un messaggio puramente teorico (psicologia e psichiatria non godono di nessun supporto scientifico) si stravolga il normale corso delle lezioni.
Con il rispetto che provo per il personale docente, avrei preferito che questi argomenti venissero affrontati dai professori con i propri alunni, visto che esiste già un rapporto di fiducia che aiuterebbe meglio anche i ragazzi ad affrontare serenamente certi argomenti. xxxxx frequenta la scuola per imparare a far di conto, apprendere la storia e la geografia o quant'altro, non certo per ascoltare ancestrali teorie freudiane che con il passare degli anni la scienza, la vera scienza, non ha mancato di smentire e relegare in un buio scantinato.
Di questo scritto mi assumo piena responsabilità e mai mia figlia dovrà subirne eventuali conseguenze.

Con rispetto
(lettera firmata)