La guerra dei browser: quale scegliere?

In questa pagina del sito ViEffe viene mostrato un orologio da taschino.

orologio pngSe lo vedi così significa che stai utilizzando un browser attuale.

Se lo vedi tagliato sulla destra in linea con il bordo della pagina bianca e con un fondino grigio-azzurrino, significa che stai usando un browser oramai superato (probabilmente stai usando Internet Explorer 6) e sarebbe opportuno che tu passassi ad un browser attuale migliore.

Le caratteristiche di un browser attuale

Non ho intenzione qui di addentrarmi in un trattato tecnico tedioso. Riporto solo alcuni dati presi da SitePoint aggiungendovi alcune mie considerazioni.

Per browser attuale si intende un browser progettato per soddisfare i requisiti stabiliti dal W3C, il World Wide Web Consortium. Le fila della ricerca e della stesura delle regole del web sono governate (al momento) dagli addetti ai lavori, ossia i progettatori e produttori di browser, con Microsoft, Apple, Mozilla e Opera in prima fila.

Ora, succede che mentre questo consorzio cerca le soluzioni migliori e detta le regole per una navigazione sempre più sofisticata, piacevole e multipiattaforma, in modo da superare le fastidiosissime diversità di resa grafica tra un browser e l'altro, il produttore di browser più grande, Microsoft, colui che ha creato un monopolio aspramente sancito sia negli USA che in Europa con multe stratosferiche, di queste regole del W3C se n'è sempre infischiato. Il suo browser Internet Explorer funziona al meglio solo su pc (la versione Mac non esiste più da qualche anno), e funziona al meglio con siti realizzati con tecnologie proprietarie Microsoft, tipo ASP o ASP.NET. Mentre tutti gli altri produttori di browser si sono adoperati per creare prodotti dalla resa grafica sempre più gradevole (chi usa Macintosh e Safari sa di cosa sto parlando), Microsoft solo da un anno, e solo a partire da IE7, supporta il formato grafico PNG, un formato che esiste dal 1995 e grazie al quale è possibile inserire nelle pagine web delle immagini fotorealistiche con trasparenze, come l'orologio menzionato all'inizio, che è appunto in formato PNG. Ma questo non sarebbe nulla: Internet Explorer sta facendo impazzire da anni gli sviluppatori web e i web designer di tutto il mondo poiché la sua resa grafica è del tutto particolare e richiede costanti interventi (hack) sul codice originale di un sito per "sistemare" le storture prodotte da IE. Ad esempio, IE6 possiede una falla (bug) denominata Peekaboo (gioco del cucù; baucette: hai presente il giochino che si fa con i bambini piccoli di nascondere la faccia tra le mani?), che a volte fa sparire alcuni elementi dalla pagina facendoli ricomparire alla prossima visita di quella pagina: una vera disperazione per i web designer (sic!). Ma è solo uno dei tanti...

L'avvento di Firefox

Tutto ciò ha portato alla nascita di Firefox, il browser gratuito di Mozilla, multipiattaforma e altamente aderente agli standard W3C. Oltre ad essere il browser più usato da programmatori e web designer, Firefox si sta anche diffondendo tra gli utenti internet più evoluti, stanchi dei disagi provocati da Internet Explorer. La quota di mercato di IE, infatti, è passata dall'oltre 90% del 2004 al 78% dell'agosto 2007 (di cui circa la metà è rappresentata dai nuovi IE7 o IE Vista, mentre l'altra metà è costituita dal superato IE6. Inutile dire che mi auguro che Firefox diventi il browser di riferimento e, se non sei già un "navigatore Firefox" ti invito a scaricarlo subito e lanciarti nel nuovo mondo del web. Questo produrrà tre cose fondamentali:

  • 1) Finalmente i web designer e i programmatori potranno fare al meglio il loro lavoro senza perdere un sacco di tempo a risolvere i problemi di Internet Explorer;
    2) Finalmente tutti gli utenti in tutto il mondo potranno vedere quello che il web designer intendeva che si vedesse;
    3) Finalmente (forse?!) Microsoft sarà costretta a cambiare politica e adeguarsi alle richieste e ai migliori interessi degli utenti, anziché obbligare gli utenti ad adeguarsi agli interessi di Microsoft, situazione tipica, quest'ultima, dei regimi di monopolio.

Leggo infatti dalla newsletter di SitePoint[1] che l'approccio di Microsoft a Internet Explorer è lo stesso usato per Windows, vale a dire costruire sopra a ciò che già esiste senza mai rompere la compatibilità a ritroso, cioè senza intaccare la compatibilità con le versioni precedenti. Ciò fa di Windows una piattaforma vecchia di ben 12 anni, poiché è ancora compatibile con Windows 95, mentre Mac OS X, il sistema operativo di Apple, risale al 2001 (solo 6 anni) e non supporta più le versioni precedenti né i programmi precedenti, rendendo il sistema Mac OS X leggero, veloce ed affidabile, giacché non si deve portare dietro del software-ferraglia antiquato che crea più problemi che vantaggi. La scelta di Apple ha costretto i propri utenti ad imparare ex-novo ad usare il sistema operativo (devo dire con grandi vantaggi) e a cambiare tutti i programmi passando a versioni "moderne". Con la politica di "compatibilità a ritroso" di Microsoft questo non è necessario su Windows. Sarà vero? Sinceramente, quanti sono coloro che usano ancora Windows 95, Windows 98, oppure Office 95 o Office 97? Pochissimi. E coloro che nel tempo sono passati alle versioni nuove del sistema operativo (cambiano le CPU, quindi cambiano giocoforza i pc, i sistemi operativi e i programmi) si sono comunque dovuti cimentare con lo studio dei nuovi sistemi operativi e dei nuovi software. Questo stato di cose fa sì che Windows sia un sistema operativo (oltre che vecchio) molto pesante e lento, pieno di falle e di correzioni (patch) che rendono la sua configurazione e gestione "roba da esperti".

Per ovviare a ciò si potrebbe passare al sistema operativo Linux, ma sembra essere piuttosto complicato per l'utente medio (anche se decisamente migliore di Windows). Oppure si potrebbe passare al Mac che, a differenza di anni orsono, ha dei prezzi assolutamente concorrenziali con una qualità indiscutibile. Uno dei motivi per cui il Mac non è usato su larga scala è che "non gestisce i programmi per l'ufficio e la contabilità". Niente di più falso. Esiste una versione di Office per Mac perfettamente compatibile con la versione Windows, ed esistono software contabili. Ricordo che nel 1995/96 entrai negli uffici italiani di un colosso tessile internazionale e vidi che avevano solo computer Mac. Chiesi come facessero per la contabilità e con un sorriso a 64 denti mi dissero che erano collegati con la filiale europea di Bruxelles tramite server Mac e usavano programmi contabili per Mac; in questo modo i loro ordini e i loro magazzini erano costantemente aggiornati a livello mondiale!!! Il tutto, ovviamente, senza l'assillo di virus, worm e disgrazie simili. C'è anche l'esempio di un mio carissimo amico, noto produttore musicale, che tiene tutta la sua produzione, la contabilità e i suoi siti su un server Mac "abbandonato" nel sottoscala ma funzionante ininterrottamente da anni e anni, senza (è bene ripeterlo perché è importante) attacchi da hacker, virus etc, etc.

Tornando al discorso della "compatibilità a ritroso", per quale motivo Microsoft adotta questa politica? Per soldi, naturalmente, ossia per i propri esclusivi interessi. In questo modo Microsoft può vendere le proprie licenze e il proprio codice sorgente alle aziende che producono software cosiddetto "di terze parti" (programmini vari per scrittura, fotoritocco, intrattenimento, videogiochi, e via dicendo) garantendo loro la compatibilità di detto software per le prossime decadi a venire. A vantaggio delle loro tasche ma ad assoluto svantaggio degli utenti.

Questa politica trasportata nell'ambito dei browser fa si che Internet Explorer supporti le caratteristiche obsolete delle prime versioni (compatibilità a ritroso) e perciò non adotti quelle nuove, onde non scontentare quel suo 50% di utenza che usa ancora IE6, né quegli utenti che visitano siti vecchi di 5, 6, 8, 10 anni. Ma così facendo scontenta tutti gli altri che stanno crescendo di numero e che tra utenti di IE7 e utenti di altri browser superano la soglia del 60% degli utenti globali. Come sostiene SipePoint, se un vecchio sito non viene visualizzato correttamente con i browser attuali (ivi incluso IE7), be' c'è da aspettarselo. L'informazione contenuta nel sito, comunque, non è persa. Se il sito è veramente di valore, qualcuno lo aggiornerà per soddisfare gli standard web che assicureranno la sua accessibilità a lungo-termine. E in ogni caso c'è sempre la possibilità di leggere la pagina in modalità "Sorgente pagina" o "HTML" (la dicitura varia leggermente da un browser all'altro e da un sistema operativo all'altro).

A microsoft la scelta se restare nel passato oppure saltare sul carro del futuro.

Ma questa scelta, se non l'hai già fatta, la devi fare anche tu!

Valdes Fainozzi

Scarica Firefox 2


[1] Tech Times #173 - "Mac vs. PC e il Futuro del Web" del 14 settembre 2007