I paradossi teologici e giuridici della giusta guerra

Credevamo che la religione cattolica fosse portatrice di un messaggio di amore, di fratellanza fra gli uomini, di pace e di condanna per la guerra. Pensavamo che "porgere l'altra guancia" significasse non cedere alla violenza e all'odio. Oggi, leggendo i quotidiani, ci siamo accorti di essere in errore.

Infatti don Gianni Baget-Bozzo, il "don" molto vicino a Berlusconi, alla domanda della giornalista Flavia Baldi «Ma i cattolici, oggi, non sono perlopiù pacifisti?», risponde che «Se sono per definizione pacifisti non sono cattolici. Perché la dottrina della Chiesa cristiana ammette la giusta guerra. La Chiesa ha praticato la giusta guerra».

Nel caso che Bush decida di fare la guerra a Saddam, senza l'ok dell'ONU, il prete dice che «La Chiesa accetta, tranquilla. Non faranno come l'altra volta che il Papa pregava tutti i giorni. Ora si fa sul serio. La Chiesa lo sa. Vede, i musulmani non sono quella categoria così benevola che il Papa qualche volta pensa che siano. Saddam Hussein è un altro Hitler, ne ha tutte le caratteristiche, i metodi, la minaccia come strategia internazionale».

E per quanto riguarda l'anima pacifista del mondo cattolico, egli dice che «Certo, i cattopacifisti interverranno, il vescovo di Caserta, monsignor Nogaro, quello di Ivrea, Bettazzi, brontolerà. Ma la protesta finirà lì». (Il Giorno del 05/10/2002)

La Chiesa, dice Baget-Bozzo, ha praticato la giusta guerra: le Crociate contro gli infedeli musulmani! E l'ha praticata contro eretici, streghe (o donne "impure"), e tutte le persone scomode e non allineate con l'ideologia-teologia imposta dal Sant'Uffizio.

Ci vuole poco per constatare che dall'altra parte della barricata ci sono i musulmani, capeggiati anch'essi da alcune teste calde che spronano a combattere la "loro" giusta guerra contro gli infedeli occidentali, e che, al pari del Sant'Uffizio, combattono i loro eretici, le streghe (o donne "impure") e tutte le persone scomode e non allineate con l'ideologia-teologia imposta dalla religione islamica. La quale, è bene sottolinearlo, è cugina stretta, se non "sorella", della religione cattolica, essendo nata dal cosiddetto ceppo Abramico, del quale fa parte anche la religione ebraica, quella di Sharon, colui che due anni fa, con un'autentica "pensata geniale", ha scatenato l'attuale intifada in Medio Oriente.

Ci sfugge quindi la differenza sostanziale tra il predicato e l'operato del mondo occidentale, e il predicato e l'operato del mondo islamico. Così come ci sfugge, improvvisamente, il ruolo di portatrice di pace della religione. Ma forse, quelli che hanno frainteso il significato della religione non siamo noi, bensì i don Baget-Bozzo disseminati qua e là ad alimentare il sacro fuoco della giusta guerra, conferendo così un falso quanto sacrilego beneplacito divino.

Sul piano più squisitamente laico, abbiamo George Bush jr. e i suoi alleati Blair e Berlusconi, che vogliono la "giusta guerra" contro l'Iraq di Saddam Hussein perché egli è pericoloso e potrebbe fare la guerra all'occidente.

Ora, se chiunque di noi assalisse violentemente un altro nella convinzione, magari supportata da validi motivi, che l'altro sia pericoloso e possa in un futuro fargli del male, verrebbe accusato di un delitto premeditato, e finirebbe in carcere.

Sul piano giuridico internazionale dovrebbe essere la stessa cosa. Invece Bush & Co. stanno cercando di convincerci che la guerra preventiva a Saddam è una "giusta guerra". Con un simile criterio, allora, chiunque potrebbe fare la guerra a chiunque altro (come ha fatto Hitler) adducendo motivazioni plausibili, perlomeno ai propri occhi, che è quello che fa Bush.

Che Saddam Hussein sia una persona pericolosa non è una novità, può darsi che eliminarlo fisicamente sia più giusto che sbagliato, ma fare la guerra a tutta una nazione, sapendo che ci andranno di mezzo perlopiù dei civili, donne e bambini inclusi, i quali non hanno colpe dell'operato di Hussein ma, spesso, lo ignorano completamente, è solo barbarie.

Ci viene detto che i satelliti militari nello spazio sono in grado di fotografare oggetti delle dimensioni di una bottiglia. Sappiamo che gli agenti dei servizi segreti, quando vogliono, possono arrivare dovunque e fare quello che vogliono (o che gli è stato ordinato di fare). Non si capisce, quindi, il bisogno di fare la guerra all'Iraq per colpire una sola persona. Se Saddam è il capo del "velenoso verme" terroristico islamico (come sostiene Bush), una volta eliminato lui (e solo lui), il verme muore. Magari si dimenerà ancora un po', come fanno tutti i vermi decapitati, ma poi muore.

D'altro canto Saddam viene accusato di avere creato armi di distruzione di massa: chimiche, batteriologiche e, forse, anche nucleari. Questo è il suo crimine, e gli viene chiesto di distruggerle.

Ma gli Stati Uniti allora? Non sono forse i maggiori detentori mondiali di arsenali di armi micidiali, sia chimiche che batteriologiche che nucleari? Perché Bush può averle e Saddam no? Per quale diritto umano, o divino, o di altro tipo Bush può quello che Saddam non può?

Succede anche un'altra stranezza paradossale: in prima linea a manifestare per la pace, e contro il bellicoso Bush, sono scesi i vari Bertinotti italiani e mondiali, cioè i rappresentanti di un'ideologia che ha fatto della "rivoluzione armata" il proprio principio operativo, e che nel XX° secolo ha fatto molti più morti del nazista Hitler (si veda Stalin, Mao, Tito, etc.). Questi signori camaleontici, ora marciano in corteo al fianco dei Casarin e degli Agnoletto, cioè dei "No Global", quei pacifici ragazzi che manifestano con le spranghe, che devastano le città, e che dall'anno scorso hanno un loro martire: quel bravo e pacifico ragazzo, Carlo Giuliani, immortalato dalle telecamere mentre manifestava a Genova con i Black Block, morto accidentalmente nell'eroico e pacifico atto di scagliare un estintore contro un coetaneo, reo di portare la divisa di carabiniere e di essere schierato dalla parte "nemica".

Con ciò vogliamo dire che non esistono ideologie di per sé intelligenti, non è una questione di destra, sinistra, cattolici o musulmani. È una questione di persone intelligenti: quelle menzionate in questo scritto stanno dimostrando che non lo sono!


Nota: Articolo pubblicato su NSOE nell'ottobre 2002