Piove sul Bagnasco, governo ladro!

Mi concedo la licenza poetica di fare libero uso nel titolo di due proverbi famosi (e attuali).

In data 22 gennaio 2013 sul Corriere della Sera leggiamo che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rilasciato un'intervista a Famiglia Cristiana in cui dice che «Evadere le tasse è peccato». Dice anche che «La Chiesa le tasse finora le ha pagate, contrariamente a ciò che si dice e si scrive».

La seconda frase «La Chiesa le tasse finora le ha pagate», oltre a contenere l'avverbio "finora" che potrebbe anche stare a significare che non è detto le paghi in futuro, ha l'evidente scopo di dar forza alla prima frase «Evadere le tasse è peccato». Già, le tasse, argomento notoriamente 'spirituale', pilastro portante di una potentissima religione, quella di Wall Street e della BCE, che vede in Mario Draghi l'attuale Sommo Sacerdote, e in Mario Monti il Vicario italiano.

Va detto anche che l'asserzione «La Chiesa le tasse finora le ha pagate» sembra essere una mistificazione. Da una brevissima indagine fatta su internet ho trovato che:

"La Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, come previsto già dal decreto legislativo che introdusse la tassa nel 1992 e con un risparmio per la Chiesa che venne stimato dall'associazione dei comuni italiani in diverse centinaia di milioni di euro l'anno. Quanto agli immobili utilizzati per attività commerciali, la questione è stata oggetto di diversi pronunciamenti giuridici e di modifiche legislative nel corso degli anni: a partire dal 2005, la legge ha previsto l'esenzione tout court per tutti gli immobili. Questa decisione, presa dal governo Berlusconi a pochi mesi dallo scioglimento delle camere e all'inizio della campagna elettorale, fece molto discutere. Nel 2007 il governo Prodi limò la normativa, prevedendo che l'esenzione dell'ICI si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità "non esclusivamente commerciali". Il risparmio annuo per la Chiesa - e la perdita netta, per il fisco italiano - si avvicina ai due miliardi di euro. La legge in questione è da tempo oggetto di indagini da parte dell'Unione Europea.

Ci sono inoltre diverse altre agevolazioni fiscali di minor rilievo. Le merci dirette dall'estero alla Città del Vaticano e a tutti gli uffici vaticani del territorio italiano sono esenti da imposte doganali e daziarie. I lavoratori italiani che lavorano in società con sede in Vaticano, anche se la loro sede di lavoro è in territorio italiano, non pagano l'IRPEF (la tassa sul reddito delle persone fisiche)".
(Fonte http://www.ilpost.it/2011/08/20/privilegi-esenzioni-chiesa/)

Beh, anch'io vorrei non pagare l'IRPEF, e voi? Ma continuiamo...

Su Wikipedia, alla voce "Rapporti Stato-Chiesa", sezione "Italia", si legge che c'è "Esenzione fiscale totale per le parrocchie e gli enti ecclesiastici", mentre uno dei maggiori critici della Chiesa Cattolica, l'UAAR, ha stilato con scrupolo e con tanto di fonti un elenco dei costi della Chiesa Cattolica ai danni dei contribuenti italiani, citando tra le esenzioni IMU, IVA, riduzione IRES e IRAP, e altre amenità celesti.

A me personalmente, che la Chiesa paghi o non paghi le tasse non interessa. Sono assolutamente d'accordo che le Onlus e le Associazioni di Promozione Sociale (all'interno della Chiesa Cattolica ce ne sono tantissime e svolgono un compito assolutamente encomiabile) non debbano essere penalizzate da tasse, imposte, accise e balzelli vari.

Sempre a titolo personale, mi piacerebbe però che tali esenzioni fossero estese a tutti i cittadini, perché siamo tutti (o quasi) socialmente utili. Lo so che questo creerebbe dei problemi. Il primo problema che si verrebbe a creare è che non ci sarebbero più i soldi per mantenere in pianta stabile la corruzione di Stato, per pagare i politici, i manager statali dagli stipendi dorati, gli ex-parlamentari ed ex-dirigenti statali con pensioni dorate (sempre 'dorate', si vede che l'argento non piace...), i dipendenti statali fancazzisti che timbrano il cartellino e poi vanno a fare i comodi loro, oppure rimangono stoicamente alla loro scrivania a leggere il giornale, o chattare su facebook. Sì, è utopico, non lo permetteranno... però, mai dire mai!

Mettendo da parte i sogni ad occhi aperti, quello che fa rabbia è che questa grande testa di cardinale tramuti il pagamento delle tasse in un obbligo divino. Non pagarle è peccato, si va all'inferno perché Dio su queste cose si incazza come pochi. Almeno il dio di Bagnasco.

Nell'articolo, inoltre, Bagnasco esorta i cattolici a partecipare al voto. Che dite, sono sprovveduto se faccio l'equazione che "non pagare le tasse è peccato" + "partecipate al voto" = "vota Monti", il Tassatore Divino?

Cosa ci guadagnano Bagnasco, la CEI che presiede e la Chiesa Cattolica che rappresenta, da questa presa di posizione? Ah, già, che sbadato: le esenzioni! E forse qualche "insabbiamento" di affari loschi come avvenne ai tempi della DC per lo IOR, Marcinkus, Calvi, Sindona, per non parlare dei preti pedofili - non trovate strano che siano emersi abusi a profusione, anche ad altissimo livello, un po' ovunque nel mondo tranne che in Italia? Mah... spero di sbagliarmi!

Il 30 ottobre 2009 avevamo pubblicato l'articolo "La banca di Hitler diventa globale", con cui si denunciava quello che oggi sta diventando di dominio pubblico. L'articolo parlava della situazione USA appena prima che la stessa situazione deflagrasse anche in Europa con i casi di Irlanda e Grecia e i vari salvataggi delle banche del vecchio continente. Salvataggi resi possibili grazie all'inasprimento del prelievo fiscale a carico dei cittadini.

Ma "non pagare le tasse è peccato". Amen.

E l'operato di Monti, allora, che cosa è? E quello di Bagnasco?

Avrete letto del MPS (Monte Paschi di Siena, la banca più antica del mondo) e dei 22 miliardi di euro di portafoglio a rischio. Sarà salvata dai Monti-bond, cioè dalle tasse che verranno forzatamente fatte pagare con il nuovo Redditometro, la nuova caccia alle streghe, pardon, agli evasori, quei gran peccatori, parola di Bagnasco. Si andrà a caccia di ogni singolo euro che i cittadini peccatori nasconderanno al fisco salvifico. All'occhio vigile del grande fratello fiscale non scapperà nulla, pioveranno multe, cartelle esattoriali, ingiunzioni, pignoramenti. Però, gli zelanti 'sacerdoti' di questo sistema socio-finanziario, mentre promettono di riuscire a rovistare in ogni nostro pertugio, non riescono di trovare i documenti che riguardano 22 miliardi di euro. Poverini, glieli hanno nascosti.

Come mai queste stranezze? Cosa c'è in gioco in realtà?

La verità che sta emergendo sempre più prepotentemente, una verità non divina ma tristemente umana, è che si sta realizzando il vecchio progetto della Germania nazista di Hitler: la conquista dell'Europa e la creazione di una moneta unica controllata dalla Banca Centrale Europea con sede a Francoforte, con la quale governare sui popoli europei. Si veda a questo proposito il libro Treason at Maastricht di Rodney Atkinson e Norris McWhirter sulle origini naziste dell'Unione Europea (a pagina 124-125 vengono messi a confronto il piano nazista con il piano dell'attuale cricca finanziaria europea, e il secondo sembra la fotocopia del primo), oppure Il più grande crimine di Paolo Barnard, scaricabile gratuitamente dal suo sito.

Avanza il Nuovo Ordine Mondiale perseguito dai signori occulti della finanza e da personaggi locali come Giorgio Napolitano, benedetto da Papa Ratzinger (guarda caso è tedesco: "Non pakare tasse è pekaten, pevchè altvimenti tanno meno zoldi a noi, ja") e messo roboticamente in atto dal pio Mario Monti & Co.

Sì, piove sul Bagnasco, governo ladro!

NOTA: Alla fine dell'articolo c'era un video pubblicato su YouTube che mostrava Napolitano, Ratzinger e Monti sostenere la necessità di un Nuovo Ordine Mondiale. Il video non è più disponibile, tuttavia coloro che desiderassero "vedere e sentire" ciò che è stato detto sull'argomento, possono inserire le parole "Nuovo Ordine Mondiale" nelle finestre di ricerca di YouTube e Google.